Il tradimento di Roma

Il tradimento di Roma

Anno 201 avanti Cristo. Scipione, dopo avere dominato per terra e per mare e quindi assicurato la pace ovunque, decide di trasferirsi temporaneamente a Lilibeo, in Sicilia. Da qui invia a Roma il contingente più numeroso del suo esercito con le navi e successivamente arriva egli stesso nell’Urbe, risalendo tutto il sud della penisola. Gli viene tributato un trionfo incredibile da parte di tutti gli abitanti, tanto per la vittoria sui nemici quanto per la pace ottenuta. Scipione si rende presto conto però che, con tanto potere e celebrità, arriva ben presto anche l’invidia. Dopo essere stato due volte console, censore e princeps senatus di Roma, il suo nome rischia di cadere nell’infamia e nell’oblio. Nonostante le vittorie ottenute e il sacrificio di padre e zio, il Senato ha infatti intenzione di rivoltare contro Scipione il popolo per paura del suo sempre maggiore potere. La maledizione del re Siface di Numidia sulla sua caduta sembra quindi concretizzarsi sempre di più. Anche Catone sta tentando in tutti i modi di cancellare gli accadimenti e quindi di lasciare agli annali di Roma esclusivamente la sua versione dei fatti per screditare Scipione. L’Africano decide quindi, nell’anno 569 dalla fondazione di Roma, di scrivere le sue memorie in modo da consegnare ai posteri la verità. Lo fa in greco, in modo da raggiungere un pubblico più amplio possibile. Comincia dai suoi successi, proprio da quando, sconfitto Annibale a Zama, Roma si è creduta a torto indistruttibile…

Il celebre filologo e linguista spagnolo Santiago Posteguillo ritorna con la terza e penultima parte della sua famosa saga dedicata a Publio Cornelio Scipione, dopo L’Africano e Invicta Legio. Durante il 2018 Piemme ha in programma di pubblicare l’ultima parte, intitolata La fine di Scipione. Nonostante a inizio libro troviamo immancabilmente l’indicazione che tutta l’opera sia frutto di fantasia e i fatti storici narrati siano liberamente interpretati dall’autore, l’influenza del contenuto delle memorie di Publio Cornelio Scipione è preponderante. Tali memorie sono andate per la maggior parte perdute e solo alcuni frammenti ci sono pervenuti. Posteguillo riesce a fare rivivere in maniera molto credibile i sentimenti dell’Africano attraverso le sue parole e i suoi ricordi. Ne traspare il ritratto di un uomo tanto forte in pubblico e in battaglia quanto frustrato e disilluso nel privato per via dei numerosi tradimenti subiti e delle innumerevoli perdite delle persone a lui più care. Storia e leggenda si mescolano sapientemente, anche attraverso le parole degli alleati e dei nemici di Roma che ci forniscono ulteriori dettagli sulla vita di Scipione. Immancabili come sempre a fine volume il ricco glossario, forse anche troppo dettagliato, e le mappe dei luoghi narrati durante il racconto.



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