Il trequartista non sarà mai un giocatore completo

Il trequartista non sarà mai un giocatore completo

Le parole sono importanti e se le sai ascoltare bene lasciano la scia. Anche quando pensi e ti concentri subito su qualcosa d’altro, se poni bene attenzione, loro son sempre lì. Persino nelle telecronache delle partite di calcio succede. Sembra impossibile ma se si pone attenzione ce ne si accorge. Un vero fuoriclasse tra i telecronisti in questo ambito è Mino Fucecchio. Lui è un ex calciatore e durante le telecronache, coadiuvato dal vero telecronista Bonfanti, dispensa parole con la scia a profusione. Tanto che ha cominciato a fare scuola anche fra altri ex calciatori e ora commentatori tecnici, su cui le tv sportive oramai investono sempre più a caccia di vere star. Ma Fucecchio per ora e chissà per quanto con le sue parole con la scia resta l’indiscusso numero uno... Giacinto Fizzoni, il suo allenatore, continua a rimproverarlo. Non può continuare a giocare in maniera così corretta. Lui in effetti ne è consapevole. Quando un avversario lo salta non riesce proprio a falciarlo come gli chiede il mister. Una volta però ha provato ad accontentarlo provando anche lui a mettere in atto il proverbiale “fallo tattico”... Inutile negarlo. Il quadro svedese è indubbiamente una delle grandi passioni dei calciatori. Spesso quando c’è brutto tempo e sono costretti a svolgere gli allenamenti al chiuso, non appena arrivano in palestra e lo vedono, i calciatori cominciano a darsi di gomito, a sorridere, quasi avessero davanti agli occhi una cosa proibita. Ed è bellissimo vederli li, tutti appollaiati, come uccellini sui rami di un albero, finché non arrivano gli allenatori a farli scendere...

Gianvittorio Randaccio è al suo esordio narrativo e senza dubbio con questa opera minimale e spassosa centra il bersaglio. Con una scrittura paradossale, quasi favolistica, oserei dire “rodariana”, Randaccio racconta la bellezza del gioco del calcio dal suo personalissimo e originale punto di vista. Con raccontini brevissimi e paradossali, e aforismi ficcanti, Randaccio gioca con il meta-linguaggio calcistico osservando come il calcio sia diventato negli anni ‒ sopratutto da quando è diventato uno sport mediatico ‒ una lingua volontariamente delirante, nella quale l’esasperazione degli stereotipi, dei luoghi comuni va a braccetto con un intrattenimento dal fascino supremo. Dove si può tranquillamente affermare che “Il doping, tra le altre cose, è un gerundio” o che “I tifosi del Crotone sono quasi tutti calabresi”.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER