Il trono cremisi

Il trono cremisi
Il regno di Shah Jahan, uno dei più grandi imperatori della dinastia Moghul, sta finendo. Dopo anni di gloria e splendore, ora le sorti dell'Impero sembrano essere incerte: ognuno dei quattro figli dell'imperatore, infatti, brama nell'ombra per succedergli al trono. Tra tutti, i due protagonisti principali che si preparano allo scontro finale sono il principe Dara e il principe Aurangzeb. Due fazioni politiche contrastanti si sono già formate: la prima vede nello spirito filosofico e intellettuale del principe Dara, ma soprattutto nella sua apertura e tolleranza verso le religioni indù, un punto di forza per un nuovo governo. La seconda, invece, ritenendo Dara un leader poco pragmatico, giusto e obiettivo, è pronta a sostenere il principe Aurangzeb, un mussulmano radicale ma con le doti di un governatore forte e giusto. Come testimoni di tutti i retroscena, i complotti e gli eventi che accompagnano gli ultimi anni di regno di Shah Jahan troviamo due viaggiatori europei: Niccolò Manucci, un veneziano scaltro e intraprendente giunto in India in cerca di oro e fortuna, e François Bernier, un medico e studioso francese pignolo e intransigente.  Il primo, dopo aver appreso a Goa rudimenti di medicina, ora si atteggia a medico e guaritore all'interno della corte del principe Dara, mostrando uno spirito aperto, curioso e affascinato dagli usi e i costumi della corte Moghul. Il secondo, molto più chiuso e critico, una volta giunto a Delhi, riesce a conquistarsi prima la fiducia del ministro Danishmand Khan, diventando in seguito medico del principe Aurangzeb. Attraverso i loro occhi, si assiste ad una lotta tanto sanguinaria quanto violenta che segna un capitolo fondamentale della storia Moghul…
Sudhir Kakar, scrittore, psicanalista e saggista indiano, è una figura molto apprezzata a livello internazionale. Dopo aver completato la sua formazione tra l'India, la Germania e gli Stati Uniti, ha scelto di dedicarsi alla scrittura, divenendo autore di numerosi saggi e romanzi incentrati principalmente sulla sua terra, l'India, e sulla sua gente. Con il suo ultimo romanzo, Il trono cremisi, Kakar ha scelto di narrarci un periodo storico delicato e controverso che ha segnato l'avvenire di un’intera nazione. Per farlo ha scelto di calarsi nei panni di due stranieri, due europei che vissero realmente alla corte di Shah Jahan durante la fase finale del suo regno. Due personaggi  che tra loro hanno in comune solo il fatto di provenire dallo stesso continente: Manucci, l'italiano, ha un carattere più simpatico e canagliesco, mentre Bernier, il francese, risulta una persona fredda, austera e critica. Due uomini agli antipodi che, non a caso, hanno il compito di farsi da portavoce di due fazione rivali e contrastanti: quella di Dara e quella di Aurangzeb. Entrambi stranieri e occidentali, se da un lato riescono a guardare con distacco quanto avviene intorno a loro, dall'altro riescono a riportare due punti di vista diversi dello stesso periodo storico. Una voce più coinvolgente, carica di empatia ed emozione, si alterna una voce più distante e formale, così da  rispecchiare il conflitto stesso tra i due principi protagonisti attraverso un ritmo narrativo alternato e contrastante. Con un linguaggio sublime e coinvolgente, Kakar ci porta alla scoperta di un Impero leggendario, quello Moghul, svelandoci segreti, fascino ma soprattutto corruzione, giochi di potere e scontri di religioni che, a distanza di secoli,  continuano ancora ad esistere.

Leggi l'intervista a Sudhir Kakar

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