Il trucco c’è e si vede

Il trucco c’è e si vede

Trovarsi nella corsia di un supermercato di fronte a dei banali saponi per le mani e rendersi conto che dalla lettura di un’etichetta possono nascere un’infinità di domande. La scelta dei termini utilizzati per presentare un prodotto e renderlo accattivante, il potere evocativo che attualmente possiedono quelli che si presentano con la parola “senza” sull’etichetta, l’effetto che i bollini e determinati simboli hanno nel condizionare le scelte dei consumatori. Le paure che nascono dagli allarmismi sulla salute che spesso nulla hanno di scientifico. I parabeni, i prodotti cruelty free, il concetto di tossicità, la ricerca scientifica e la pressione esercitata dal passaparola di informazioni non verificate. La cosmesi si rivela come un mondo labirintico, dove è difficilissimo orientarsi e la pubblicità, spesso fuorviante e che indulge all’uso di termini apparentemente scientifici, non aiuta. Leggere le etichette, se non si hanno gli strumenti interpretativi per farlo, non è risolutivo. I concetti di pericolo e rischio si mescolano, le sostanze vengono ingenuamente suddivise tra buone e cattive, senza tenere conto delle concentrazioni con cui vengono adoperate. Parametri e direttive cui fanno fede i comitati scientifici per la tutela della salute dei consumatori, sono sconosciuti ai più. Le sfumature sfuggono e il malinteso, nel bene e nel male, è dietro l’angolo. O dentro una palette di ombretti o in un flacone di acqua micellare…

Una laurea in Biotecnologie Industriali, un dottorato in Neuroscienze, un master in Comunicazione scientifica e tanta voglia di chiarezza e di smascherare le false informazioni che troppo spesso condizionano lo stile di vita e gli acquisti della gente. Ricercatrice e autrice di saggistica, ha pubblicato nel 2015 con Dario Bressanini il libro Contro Natura, collabora con il Cicap nell’organizzazione di conferenze e laboratori, fa parte della redazione della rivista trimestrale “Query” e cura le pagine facebook de “La ceretta di Occam”, che si occupa della formazione di chi è impegnato nella comunicazione scientifica e “Frame-Divagazioni scientifiche”. La cosmetica non necessita degli standard della farmacologia e la consapevolezza di ciò che si ha tra le mani quando si acquista un prodotto non è immediata. Quello che il libro della Mautino si pone come obiettivo è fornire “Una cassetta di attrezzi per i consumatori”, come lei la definisce, così da poter scegliere liberi dai condizionamenti del marketing. Dalla leggenda dei parabeni cancerogeni ai miti da sfatare tramandati per generazioni, dalla moda detox al nichel free. Vengono inoltre indicati nelle note siti e articoli come ulteriori spunti per approfondire gli argomenti trattati. Un libro di facile lettura, chiaro per i non addetti ai lavori, sorprendente nelle sue spiegazioni e che ha il grande pregio di rappacificarci col mondo cosmetico e le sue furbizie, suggerendo un modo nuovo di approcciarsi alla lettura delle etichette. Non guarderete più una confezione di mascara con la stessa innocenza.



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