Il vangelo dell'assassina

Il vangelo dell'assassina
Può il capo di una efferata organizzazione criminale ispirare tenerezza e suscitare simpatia? Certamente sì, soprattutto se si tratta di una donna, madre di due bambini, impegnata come tutti i genitori a rendere felici i propri figli e a garantir loro un futuro più sereno del proprio. Francy è un’inquieta trentacinquenne, un tipo a tinte forti – “La moderazione non esiste nel mio mondo” – che si trova ad un bivio nella sua frenetica e originale esistenza. Ha ereditato la potente organizzazione criminale dal padre Josef, verso il quale ha un’ammirazione istintiva, frutto di un’affinità naturale. Lui ha investito tanto su Francy, la sua figlia minore, riponendo su di lei le aspettative di cui avrebbe caricato un figlio maschio, se ne avesse avuto uno.
Adrian, il primo figlio di Francy è un preadolescente problematico che si confina in un preoccupante isolamento. Il marito, Par, si lascia condurre passivamente dalla vita e ciò sta progressivamente inaridendo il loro matrimonio. L’attesa e poi la nascita della piccola Belle, la secondogenita, porterà ulteriore complessità in una vita già tanto intricata. Un evento manda all’aria gli equilibri già instabili della vita spericolata di Francy: un regalo viene recapitato nella sua villa, è la testa mozzata di un fidato collaboratore. Ha così inizio una cruenta rivalità per il dominio dei traffici illeciti tra l’organizzazione guidata da Francy e un misterioso personaggio, Zach, che all’improvviso irrompe nella scena e rimette in discussione tutte le certezze della protagonista, “lavorative” ed affettive. I due si affrontano in una sfida di indicibile ferocia, che mette a dura prova la resistenza psicologica di Francy e persino la sopravvivenza stessa del suo potente impero criminale. Profondamente sconvolta dalla nuova, difficile situazione, arriva a sospettare di essere stata tradita dai suoi sodali storici, mette in dubbio anche la lealtà di Lilla Marie, la più fidata servitrice, l’amica, preziosa più di una sorella. La battaglia contro il nemico si rivela particolarmente dura: Zach, infatti, ha arruolato un esercito di bambini...
La storia è ricca di personaggi e sfumature originali, come il rapporto tra Francy e i suoi genitori. La relazione conflittuale con la madre religiosa, sempre pronta alla solidarietà verso i più deboli, mai disposta a rinunciare alle sue straordinarie sicurezze economiche. Il padre spietato e potente, ma totalmente innamorato della figlia e capace di grande tenerezza nei suoi confronti. Il rapporto con l’amica e fidata Lilla Marie, severamente segnata da una vita difficile, apre spesso il cuore di Francy che dimostra di volerle un bene sincero, apparentemente stonato nel quadro di violenze e crudeltà in cui le due amiche si muovono. Un romanzo nel romanzo è la vicenda di Francy madre in carriera (“Era chiaro che non poteva cambiare lavoro. Lei era il suo lavoro”) che si confronta con le difficoltà di un matrimonio fragile e di due figli da far crescere. Il grande, Adrian, che subisce le rinunce imposte ad un ragazzino che è il figlio del capo della più potente organizzazione criminale di Stoccolma che, tra l’altro, si trova nel ben mezzo di una spietata guerra aperta con l’associazione rivale. La piccola, Belle, che trascina la mamma in una dimensione lontanissima dalle sue angosce lavorative; basta un abbraccio con la figlia per sortire degli effetti straordinari: “Francy chiuse gli occhi e lasciò che la luce, il respiro e quell’amore illimitato la colmassero”. Una carrellata di personaggi, la governante, lo psichiatra, il medico dei criminali, arricchiscono l’ordito complessivo della trama e conducono appassionatamente il lettore verso un finale scoppiettante. Amanda Lind è lo pseudonimo di una giovane svedese, Johanna Nilsson. La scrittrice ha già raggiunto una discreta fama nel suo Paese, dove ha ottenuto numerosi premi. Con questo romanzo ha definitivamente conquistato il grande successo di pubblico e critica letteraria, confermando il suo straordinario talento nella caratterizzazione dei personaggi. Il vangelo dell’assassina è, oltre che un romanzo ben scritto e con una caleidoscopica visione del mondo, un’interessante lezione sulla ricchezza della diversità. Si rifiuta decisamente una visione manichea: il bene e il male si intrecciano continuamente nel dipanarsi del racconto, ritrovando orribili brutture nei personaggi positivi e ricchezza di valori nei killer più spietati. “Francy aveva le proprie regole e i propri comandamenti, il proprio vangelo”, convinta che il bene si annida in ciascun essere umano.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER