Il vecchio che guardava tramontare i tramonti

Il vecchio che guardava tramontare i tramonti
Per i ragazzi che giocano a pallone sulla spiaggia è uno che scende a guardare il tramonto. Dopo un po’ non lo hanno visto più. È già vecchio quando torna: una casa grande e diritta, su due piani, con l’intonaco della facciata sgretolato dalla salsedine e dall’umidità, di quelle case che i liguri abbandonano quando il mare si fa troppo vicino oltre il terrapieno della ferrovia e quando gli ulivi diventano troppo vecchi per reggere i frutti fino ai primi freddi di novembre senza farli cadere. Una casa sulla costa Sant’Anna, di fronte al golfo del Tigullio, lasciata dieci anni prima a fine estate. Da allora, senza motivo, nessun ritorno. “La vita è fatta così” avrebbe detto a chi glielo avesse chiesto. “Così come?” gli avrebbero domandato con quel sorriso nascosto che hanno i giovani quando parlano ai vecchi. Allora lui avrebbe alzato le spalle, come per dire: “È evidente, perché lo chiedete?”. E quella sarebbe stata la sua risposta. Ma non c’era nessuno a chiederglielo…
Delicato e poetico fin dal titolo, che subito ti lascia i polpastrelli impolverati di malinconia, il libro di Ferruccio Parazzoli, scrittore e saggista da tanti anni nel mondo dell’editoria italiana, ha una certa dimensione fiabesca. O per meglio dire onirica, sognante. Anche se, in fondo, il tema principale alla base dello scritto è quello dell’ultima notte, quella senza sogni, la morte. Eppure non c’è nulla di lugubre in questa prosa fresca e musicale, che scivola via fluida e ha lo stesso ritmo della risacca. E il mare è un elemento fondamentale, indispensabile per capire fino in fondo le parole di Palazzoli, un sostrato narrativo che apre porte verso una dimensione intima e psicologica, psicanalitica, verso una natura materna e profonda, che è l’essenza della vita stessa, come Freud insegna. Un tempo dilatato, quello del romanzo, in cui il dialogo tra diverse età rappresenta l’evoluzione stessa dell’esistenza, come se una foglia appena sbocciata sul ramo conversasse con quella che, un po’ accartocciata, se ne sta per staccare.

 

 

 

 
 
 
 
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