Il veganismo non è una dieta

Il veganismo non è una dieta

Il termine “vegan” viene coniato da Donald Watson e ed Elsie Shrigley nel novembre del 1944, quando a Londra nasce la Vegan Society. Già da allora il veganismo si presenta come uno stile di vita non violento che rifiuta lo sfruttamento, la sofferenza e l’uccisione degli animali. Lo stesso Watson spiegò che si diventa vegan “per risparmiare la vita degli animali ed eliminare la loro sofferenza, per proteggere e conservare l’ambiente, per nutrire un numero maggiore di persone in tutto il mondo e per migliorare la propria salute”. Postulati, questi, validi anche oggi e che trovano conferma nella definizione della Vegan Society, la quale aggiunge, elemento fondamentale, che non esiste scelta vegan che non sia una scelta etica. Non salutistica, non ambientale, non filosofica, ma etica. Chi si alimenta di vegetali non è vegan: lo è chi sceglie di esserlo consapevolmente, riconoscendo ogni animale come essere senziente che non merita di subire alcuna forma di sofferenza; chi sceglie uno stile di vita dettato dalla giustizia, dalla pietà e dalla compassione. Il primo passo è ovviamente quello dell’alimentazione perché dire di amare gli animali e al contempo mangiarli rientra, in ambito psicologico, in ciò che nel 1957 Leon Festinger definì dissonanza cognitiva. Abbandonare il carnismo, dunque, il sistema di credenze che porta le persone a nutrirsi di carne animale, ma anche tutti gli alimenti di origine animale: le uova, latte e derivati, miele. Poi, l’abbigliamento, perché un vegano sta attento anche a quello che indossa, e tutti i prodotti che si utilizzano nella quotidianità: dai cosmetici ai medicinali, dagli strumenti musicali alle porcellane. Senza dimenticare i luoghi in cui gli animali sono condannati ad una prigionia a vita: gli acquari, gli zoo, i circhi…

Il veganismo non è una dieta di Stefano Momentè, giornalista e scrittore, uno dei più prolifici autori in Italia in tema di vegetarismo e veganismo, ci pone davanti a un postulato fondamentale: la scelta vegan non è una moda né tantomeno la dieta del momento, ma il frutto di una riflessione, di un percorso cognitivo che porta ad una fondamentale consapevolezza sul proprio posto nel mondo. Chi decide di non cibarsi di animali, di non indossarli, di non utilizzare prodotti di origine animale compie una scelta ben precisa, ovvero quella di vivere in pace con il resto degli esseri viventi, i quali soffrono, provano emozioni, dolore e sofferenza, hanno occhi, bocca, orecchie, e un sistema nervoso centrale proprio come l’uomo. Il saggio di Momentè prova ad aprire una finestra importante su un mondo di cui, spesso, si poco o nulla e sul quale grava un velo di pregiudizio e di poca conoscenza. Un viaggio completo che parte dalle origini storiche del fenomeno per poi spostarsi sull’alimentazione, sulle abitudini quotidiane, sulla nutrizione, fino ad una sezione che contiene consigli e ricette per affrontare al meglio una dieta vegana. Il veganismo non è una dieta, dunque, si rivela un ottimo strumento per conoscere a fondo un fenomeno che negli ultimi tempi si è diffuso a macchia d’olio, anche grazie ad una sempre maggiore diffusione delle notizie e delle informazioni. Una guida efficace per chi, nel suo piccolo, vuole cambiare il mondo. Realmente.



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