Il venditore di storie

Il venditore di storie
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La sua caratteristica più evidente, sin da piccolo, era la fantasia. Petter già dall’asilo preferiva immaginare e raccontare storie. D’altronde, perché giocare a “indiani e cowboy” con i suoi compagni o con gli amici del quartiere, se le sue battaglie erano decisamente più belle, più articolate, più sfavillanti di armi e ambientazioni e con infiniti partecipanti? Il tutto stando poi comodamente seduto in cucina o sul divano di casa! E il suo circo? Proprio non aveva uguali! E Petter aveva una storia per ogni personaggio, per ogni numero di acrobazia o di clowneria e per lo zucchero filato venduto ai bambini. Peccato che quando raccontava le sue storie c’era sempre qualcuno che faceva domande inopportune, a cominciare dalla sua adorata mamma... Eppure per lui era tutto così chiaro! Ma le sue storie avevano una caratteristica: uscivano fuori a fiumi e come la memoria di un hard disk la sua mente si riempiva e doveva scaricarla su un foglio. Ma Petter non poteva scriverci su un romanzo, quello no, lui viveva e creava in tempo reale: il giorno dopo ci sarebbero state altre storie e altri personaggi. Piuttosto prendeva appunti (tra infanzia e adolescenza mise insieme qualche centinaia di storie per fiabe, racconti, romanzi, opere teatrali, sceneggiature). Vendeva poi quegli spunti agli scrittori o a chiunque con una storia ci campasse. Come aveva fatto a scuola, con compiti a casa e compiti in classe, regolandosi nel disseminare errori con l’andamento scolastico del suo “cliente”! Ma quella che divenne la sua redditizia professione gli riserverà non poche sorprese...

Sono sempre storie speciali, le sue, sia che i suoi libri diventino grandi casi letterari sia che rimangano un po’ indietro negli scaffali delle librerie. Lo scrittore norvegese Jostein Gaarder, probabilmente un po’ come il personaggio di questo suo ennesimo romanzo, ha una fantasia fertile che riesce a fargli uscire gli intrecci migliori e le storie più intriganti. D’altronde è stato così con il suo grande successo Il mondo di Sofia (Premio Bancarella 1995), così come con La ragazza delle arance (da cui è stato tratto il film Orange Girl nel 2009), Maya (romanzo in cui la filosofia e le domande esistenziali si fondono con il... flamenco). Probabilmente il personaggio di questo romanzo gli somiglia più di quanto si possa pensare, almeno in questo suo essere un vulcano di idee, anche perché Gaarder poi le sue storie le scrive fino all'ultima pagina e per fortuna! E se l'autore è così amante della filosofia e delle domande eterne alle quali da sempre si cerca una risposta, questa volta, forse, la filosofia diventa un’altra e molto particolare: quella del protagonista, a metà tra l’arte di arrangiarsi e la ricerca costante della positività, senza perdersi in problemi inutili o amareggiarsi per le pur presenti difficoltà della vita, dolori compresi (avventura finale a parte). Non solo la fantasia, ma molte altre delle caratteristiche dello scrittore si trovano tra le righe, compresa la contemplazione dell’ambiente, il rispetto del verde e quel tentativo di porre l’attenzione sull’ecologia che lo contraddistingue da sempre.



 

 

 
 
 
 

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