Il villaggio maledetto

Il villaggio maledetto
Monastero dell’ Escoral, Spagna, 1598. Federico II giace morente nel suo letto, in preda ad orribili visioni. Dietro suo preciso ordine, tutti i quadri di Hieronymus Bosch vengono portati nella stanza, e lo sguardo del sovrano si perde tra le pennellate deliranti che ritraggono demoni, mostri e torture, in cerca di primordiali segreti e chiavi capaci di aprire le porte dell’oscuro mondo astrale. Nonostante le reliquie protettrici poggiate disordinatamente sul pavimento, teschi di santi investiti del ruolo di guardiani, lo spirito del bambino nero varca la soglia per compiere il suo crudele compito. Madrid, 2007. Anibal Navarro, conduttore radiofonico interessato ai misteri irrisolti legati al mondo dell’occulto e del paranormale, indaga sull’inspiegabile morte di Lucas Galvan, reporter argentino ritrovato nel cimitero di un piccolo paese abbandonato della Castiglia. Tutti gli indizi sembrano legare la vicenda ai segreti del gruppo dei Fratelli del Libero Spirito, una antica setta adamitica dedita a pratiche oscene e terribili, e per questo combattuta con eguale atrocità dalla chiesa. La ricerca della verità porterà Anibal a percorrere il sentiero pericoloso delle pratiche esoteriche, fino a svelare i segreti dei quadri di Bosch che, attraverso un linguaggio iconografico cifrato fatto di simboli e figure ancestrali, ha cercato di trasmettere ai posteri le pratiche dell’eresia catara, imprimendo ai dipinti una forza malefica così potente da condurre alla pazzia chi li osserva...
Iker Jemenéz esordisce in Italia con questo romanzo dai toni tanto oscuri quanto affascinanti. Nato come conduttore radiofonico di programmi pseudoscientifici dedicati al mistero e all’occultismo - attualmente in onda con la trasmissione Milenio3 - nel 1999 inizia la propria carriera come scrittore con Enigmas sin revolver, dimostrando fin da subito una sorprendente abilità narrativa. E’ proprio grazie all’esperienza acquisita in radio che Jemenéz riesce a intessere una trama così coinvolgente: la storia prende il via da fatti storici riconosciuti, da misteri reali legati alle eresie cinquecentesche ed alla tradizione esoterica, per poi trasformarsi nell’impalcatura di nuovi enigmi torbidi e verosimili. Il confine tra reale e finzionale è fluido, mutevole, destabilizzante. E la necessità di comprendere quanto ci sia di vero porta il lettore, quasi senza accorgersene, a consultare libri d’arte e siti internet, alla ricerca di informazioni e dettagli, trasformandolo in un alter ego del giornalista. Lo stile di scrittura in prima persona, i salti temporali le due epoche di riferimento, uniti alla componente soprannaturale, affascinano e terrorizzano, incuriosiscono e inquietano, offrendo una lettura avvincente senza cedimenti. La Spagna ci regala una piccola grande perla horror.

 

 

 

 
 
 
 
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