Il vino e le rose

Il vino e le rose

Irene ha mostrato sin da bambina un carattere particolare: taciturna e incline alla solitudine, si è accorta ben presto di essere diversa dalle sue compagne di gioco. E anche la sua scarsa propensione ad adeguarsi alle regole le ha reso complicato il rapporto con la madre Marina, che spesso negli anni si è domandata se sia stata una buona madre, una buona educatrice. Un senso di inadeguatezza e di incapacità a vivere come gli altri la accompagna per tutta l’adolescenza fino alla fine degli studi liceali. Forse la sua amica Luisa non ha tutti i torti; forse è davvero un’asociale, una disadattata. Ma l’incontro con Lorenzo le fa cambiare prospettiva: stessi interessi, stessa visione della vita. Irene capisce che la sua non era inadeguatezza ma semplicemente bisogno di incontrare e frequentare persone simili. Eva, figlia unica di una famiglia agiata, è cresciuta quasi esclusivamente in compagnia della tata perché i genitori erano spesso in viaggio per lavoro. Una situazione che avrebbe creato disagio in molte sue coetanee è invece per Eva un punto di forza: recide presto il cordone ombelicale che la lega alla famiglia e sviluppa sin da piccola quello spiccato senso di indipendenza che ancora oggi, da adulta, la contraddistingue. Intelligente, matura e decisamente bella, Eva nasconde però dietro al sorriso una profonda inquietudine: quella di ritrovarsi sola e senza vere amiche. Luisa è sempre stata una bambina esuberante e piena di vita, fino all’adolescenza: la separazione dei suoi genitori la segna profondamente. Da adulta diventa malinconica, inquieta: non trova alcun senso nelle cose che la circondano e la sua vita le sembra un totale fallimento. Dove è finita la Luisa sorridente e piena di vitalità di un tempo?...

Attraverso la vita di tre donne, le cui vicende si intrecciano, Claudia Conte ci parla di solitudini, di insicurezze, del disagio nel vivere i tempi moderni in cui individualismo e incapacità di comunicare rendono i rapporti complicati e superficiali. Eva, Luisa e Irene, pur avendo alle spalle storie diverse, si ritrovano unite dagli eventi e anche da un comune modo di sentire che porta tutte e tre a mettersi spesso in discussione, a interrogarsi sul profondo senso di smarrimento che a volte le assale, a cercare incessantemente un modo per sopravvivere. Irene, il cui nome non a caso significa “pace”, la cui calma e riservatezza vengono spesso scambiate per incapacità di relazionarsi con gli altri; Eva, che trova il coraggio di stravolgere i progetti che i genitori hanno per lei e va alla ricerca di se stessa inseguendo i propri sogni; Luisa, che affoga negli impegni mondani e nel caos delle discoteche il suo profondo senso di inquietudine. In un mix tra romanzo e saggio, la finzione narrativa è qui pretesto per brevi focus su temi cari all’autrice: le inquietudini della vita moderna, l’individualismo sfrenato che porta a calpestare i sentimenti altrui, le paure e i dolori. In un percorso accidentato che lascia comunque una piccola luce accesa nel buio: perché la solidarietà e l’amore sono l’unica strada per raggiungere la felicità.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER