Il volo delle anatre a rovescio

Il volo delle anatre a rovescio
"Un buon modo per vincere un Maestro di judo è quello di dire perché mi tocchi l'uccello a voce alta. Poi sputi sul tatami e te ne vai". L'etologo Konrad Lorenz, famoso perché conosce la durata del coito di qualsiasi animale della Terra e per la sua inesauribile curiosità intellettuale, legge su un libro che tramite un 69 (nel senso di rapporto orale reciproco effettuato in contemporanea, non del numero dell'autobus) praticato con tutti i crismi secondo le regole del Tantra si possono infrangere le barriere fisiche e viaggiare nel tempo. Incuriosito, Konrad si reca in un emporio biologico equo e solidale, e qui trova il volantino di un bel corso di Yoga tantrico, al quale decide prontamente di iscriversi per verificare la veridicità della tesi sul 69. Hai visto mai. Il corso si rivela frequentato pressoché esclusivamente da ragazze e donne super-attraenti con quoziente intellettivo prossimo allo 0 e imbottite di luoghi comuni sulla Filosofia orientale, luoghi comuni nei quali sguazza il sedicente santone, una sorta di hippy furbacchione di poche parole. Konrad è un po' la mina vagante del caso, e cerca invano di abbassare il livello di banalità dell'iniziativa mentre studia la strategia più efficace per avere rapporti sessuali multipli con le sue compagne di corso. Ma giorno dopo giorno, un sottile dubbio si insinua in lui: e se lo yoga tantrico fosse solo una copertura, e dietro ai sorrisi del santone e della sua splendida collaboratrice/discepola Abhirati si nascondesse il complotto terroristico di una misteriosa setta?
Alberto Calligaris, dopo una giovinezza passata a tentare di diventare giornalista e a fare il ghost-writer per il politico pigro di turno, si è trasferito in Gran Bretagna al seguito della moglie, che ha trovato lavoro nella perfida Albione. Tra i prati della Cornovaglia (tra le altre, ora svolge l'attività di giardiniere) trova il tempo di scrivere un romanzo d'esordio assolutamente fulminante. Si ride, certo, per le peripezie di questo etologo sessantenne che si comporta, parla, si veste e pensa come se fosse un giornalista italiano quarantenne, ma nel frattempo si riflette sull'assoluta idiozia dell'immagine della cultura orientale propinata al pubblico occidentale da guitti senza scrupoli. Tanto che viene da pensare - a ragione - che la vera saggezza non è quella del santone o del guru di turno, ma quella di Alberto Calligaris da Udine, che ci delizia con perle quali: “Le donne si attaccano costantemente all’ultima cosa che hai detto. Puoi parlare come Socrate ma se sbagli l’ultimo giro è come se avessi detto solo un mucchio di cazzate”. Lo stile è scoppiettante, caustico, i tempi narrativi sono da blog, da video postato su YouTube ("Ho imparato a scrivere da Scorsese, non da Petrarca", ha dichiarato l'autore in una recente intervista), a volerci trovare un difetto il libro è soltanto un pelino troppo lungo. Per meno di 10 euro vi portate a casa qualche giorno di sesso, ironia, intelligenza. Nemmeno ai saldi, nemmeno.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER