Ilium - L'assedio

Ilium - L'assedio
Terra, migliaia di anni nel futuro. La popolazione umana è mantenuta a un milione di individui da un rigido controllo di nascite e morti operato da misteriose entità superiori. Gli uomini, tutti analfabeti tranne la leggendaria Savi, passano il tempo tra feste e divertimenti, teletrasportandosi da un punto all'altro del mondo, assistiti da creature biomeccaniche provenienti da un universo parallelo, i voynix. Su un Marte completamente terraformato, una casta di superuomini identici agli dei greci vive sul gigantesco vulcano Olimpo e mediante salti quantici viaggia nel passato intervenendo sulla guerra di Troia e influenzandone le vicende. Questi pseudo-dei hanno resuscitato alcuni studiosi dell'Iliade, tra i quali Thomas Hockenberry, che controllano in incognito che tutto vada come previsto da Omero. Questa abnorme attività quantica attira l'attenzione di una squadra di robot senzienti amanti di Proust e Shakespeare, che dai pianeti del sistema solare si muovono verso Marte per fermare gli dei con ogni mezzo...
Assurgere al ruolo di titano di un genere letterario porta con sé anche conseguenze spiacevoli, e una buona dose di inimicizie. Il vento muta improvvisamente: se prima si era portati in palmo di mano dal critico di turno, felice di aver dimostrato ancora una volta la propria competenza scoprendo l'ennesimo nuovo fenomeno della penna, una volta giunta la fama planetaria, pur tra vagonate di dollari e plotoni di fans, dalla critica specializzata cominciano ad arrivare solo stilettate puntigliose, stroncature, o tuttalpiù una cortese attenzione. E' successo così anche al massiccio Dan Simmons, autore (tra le altre cose) qualche anno fa di quello che viene quasi unanimemente ritenuto il miglior romanzo di fantascienza mai scritto, Hyperion: la sua nuova fatica, questo Ilium attorno al quale si era creata un'attesa quasi messianica tra gli appassionati del genere, ha ricevuto una tiepida accoglienza dai critici d'oltreoceano. Intendiamoci, non è che i voti bassi siano solo frutto di pregiudizi o malafede. La monumentale opera di Simmons (nell'edizione italiana inopinatamente e spregiudicatamente divisa in due parti - con conseguente sensibile aumento di prezzo complessivo - da Mondadori) è tutt'altro che priva di difetti, soprattutto a livello di linguaggio: il tentativo di rendere gli eroi letterari di Omero persone vive e concrete viene attuato a volte banalizzandone le figure ed involgarendone le espressioni, troppo spesso si insinua tra le righe un registro comico che stona decisamente col contesto, e i meccanismi di risoluzione narrativa della intricatissima trama strizzano troppo l'occhio agli stilemi di Hollywood e dintorni. Ma ciò non toglie che pagina dopo pagina (segnatamente nella parte centrale della saga, davvero travolgente) l'autore ci bombardi con una quantità industriale di trovate, idee, citazioni, genialità, bizzarri accostamenti, sublimi estetismi cyberpunk, richiami ad Omero, Proust e Shakespeare (non a caso probabilmente i tre vertici della letteratura di sempre), il tutto mixato con appassionanti, estenuanti 'sequenze' di battaglia sanguinarie, violente, dissacranti. Un tripudio per i sensi che non trova requie nemmeno dopo l'ultimo capitolo, che lascia molto in sospeso in attesa di un annunciatissimo sequel.

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