Ilustrado

Ilustrado
In una fredda mattina di febbraio, un pescatore avvista un corpo galleggiare sulle sponde del fiume Hudson: è quello dello scrittore di origine filippina Crispin Salvador, un “ilustrado”, discendente di filippini spagnoli acculturati, emigrati poi in altri paesi tra cui appunto gli Stati Uniti. Figura da sempre molto discussa all'interno del panorama letterario, anche nel momento della sua morte Salvador riesce a scatenare polemiche, soprattutto perché con lui sembra essersene andato anche “I ponti in fiamme”, il manoscritto al quale il defunto stava lavorando da un paio di decenni, destinato a svelare scottanti segreti relativi ai crimini commessi dalla classe dirigente filippina. Come sempre accade con fatti di cronaca particolarmente scabrosi e misteriosi, dicerie e pettegolezzi si rincorrono e si accavallano: dai giornalisti del web che mettono in dubbio l'esistenza del manoscritto non ultimato, alla comunità degli scrittori che annuncia il ritrovamento della pipa ancora fumante da parte della polizia, arrivando addirittura ad insinuare che lo scrittore fosse diventato padre, avesse abbandonato la figlia e poi, preso dai sensi di colpa, avesse deciso di farla finita. Ma Salvador aveva un amico e “discepolo”, una persona alla quale molto probabilmente aveva confidato – anche involontariamente – qualcosa di più, proprio quel qualcosa che dall'appartamento newyorchese dello scrittore, trovato a soqquadro e senza indizi utili, non era emerso. Così Miguel, l'amico fidato, decide di tornare nella terra natale del suo maestro, ripercorrendo la strada fatta non solo da Crispin Salvador, ma da un'intera popolazione...
Grazie a Ilustrado, Miguel Syjuco - filippino, classe 1976 - è entrato lo scorso giugno nella cinquina vincente dei finalisti del Premio Gregor Von Rezzori. Evento che ha destato l'attenzione del pubblico e della critica italiana che ancora non aveva potuto conoscere il giovane talento filippino, sebbene il “The Guardian” già lo avesse paragonato ad un mago della letteratura cilena, Roberto Bolaño, e il “The Independent” lo avesse definito “una vera rivelazione”. Syjuco, nato nelle Filippine ma ben presto espatriato in Canada (a Vancouver per la precisione), nella sua opera prima cerca di mettere insieme tutti i pezzi che ricostruiscono la storia del suo paese di origine: una storia purtroppo travagliata, senza umanità e piena di egoismo. Syjuco, così come il suo protagonista (le differenze tra scrittore e voce narrante sembrano essere nulle), punta il dito contro il suo paese e lo fa con forte sarcasmo e una satira pungente, che risuona ancor più tagliente grazie alla capacità dell'autore di mettere insieme parole dense di un significato che non è soltanto quello letterale, efficaci l'una dopo l'altra, ma soprattutto ricche di carica e passione umane.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER