Imagination

Imagination
Se l’uomo della tua vita è anche possessivo e vecchio stampo, dirgli che fai la spogliarellista potrebbe avere conseguenze irreparabili. Brigitte, spogliarellista per vocazione, rimanda la scottante rivelazione, temendo che l’adorato Vincent non potrà mai accettare il suo “vizietto” lavorativo. Ma siamo proprio sicuri che Mister Fidanzato Perfetto non nasconda a sua volta qualche scheletro nell’armadio?; chi non vorrebbe avere una misteriosa ammiratrice dedita non solo alla stesura di missive appassionate, ma anche ad altrettanto appassionate sessioni di sesso orale nel buio di uno stanzino? Julian una fan così ce l’ha, e muore dalla curiosità di scoprirne l’identità. Al buio, però, è così facile prendere abbagli!; una bellissima donna amante della biancheria intima, un camerino videosorvegliato e un irreprensibile agente di sicurezza dei grandi magazzini trasformato in felice voyeur. Almeno fino al momento in cui gli toccherà pagare il conto di tutti gli intermezzi erotici spiati dalla sua postazione; è sempre difficile accettare il tradimento di un amico, figuriamoci poi quando il traditore in questione è l’appendice di carne più cara a ogni uomo: come riappacificarsi e tornare a collaborare con reciproca soddisfazione?; un adolescente che sprizza ormoni da tutti i pori terrà difficilmente le mani (e tutto il resto) a posto se una donna sexy come una pinup gli si proprone volontaria per imparare l’anatomia. Ma quale sarà il prezzo di quelle lezioni private sui generis?; un delizioso paio di mutandine finisce per sbaglio (o è un piano deliberato?) nel cesto del bucato di Matthew, accendendogli fantasie e voglie; l’orologio biologico ticchetta e Caroline si mette all’opera per sfornare un erede. La strategia? Sesso, sesso e ancora sesso, ma nella foga tutto è possibile, anche uno scambio di persona…
Morbosità, volgarità, monotonia da amplesso coattivo, sciatteria stilistica: sono questi, grosso modo, i peccati mortali della letteratura erotica, un genere che chiaramente più di altri esige rigore da chi lo pratica – a meno che non si voglia fornire al lettore mero materiale masturbatorio. Per nostra fortuna e nostro piacere, Marie Gray – ex “cantantessa” rock canadese che, a partire da Histoire à faire rougire (1995), non ha mai smesso di pubblicare con successo raccolte di racconti erotici – sembra decisamente immune dal kitsch volgaruccio e iperbolico in cui incappano molti suoi colleghi quando si tratta d’erotismo. I sette racconti qui raccolti, per quanto affatto reticenti, anzi decisamente espliciti, sanno raccontare il sesso con leggerezza invidiabile, anche quando la temperatura sale vertiginosamente e il linguaggio diventa più crudo. Il fatto è che la loro autrice non colora di nessun compiacimento le situazioni ad alto tasso erotico che riesce ad apparecchiare, ma anzi sa riderne sotto i baffi, spruzzandole di altissime dosi di una sana, solare, irresistibile ironia. Un’ironia che emerge in tutta la sua evidenza soprattutto nei finali, mai banali o smorti, sorprendenti sempre per come sanno alleggerire con una risata o uno sberleffo le pagine di passione rovente che li hanno preceduti. Così declinato, l’erotismo non può che tradursi in un puro, gioioso, spasso, fatto di sensualità e intelligenza. Sette racconti da divorare in un sol boccone, lasciando a briglia sciolta l’immaginazione.

 

 

 
 
 
 
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