Imagine John Yoko

Imagine John Yoko
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«Immagina due auto uguali che si dirigono una verso l’altra e stanno per fare un frontale. È come la scena di un film: vanno a 100 miglia all’ora, entrambe inchiodano, c’è fumo dappertutto e si fermano giusto in tempo, coi paraurti che quasi toccano. Dalla prima volta che l’ho vista è stato così. Yoko e io ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda sin da subito, sin dalla prima notte. Dovevo mollare tutto. Non avevo dubbi, avevo trovato “quella giusta”(…)». Così John Lennon descrive l’incontro con Yoko Ono. Lui è sposato con Cyn, un matrimonio che è ad un semaforo giallo: non c’è lo stop, ma neanche il via libera. Lei è un’artista che lavora con fotografia e sperimentazione di vario genere. Dalla loro unione non tarda a nascere un frutto bellissimo, l’album Imagine, un lavoro di rara intensità, riconosciuto da subito come un capolavoro della musica e del pensiero di pace contemporaneo. Il pezzo che dà il nome all’album salta sin da subito in vetta alle classifiche di tutto il mondo diventando presto un inno, un canto di lotta alla violenza di tutti i tempo, nel 2012 “Rolling Stone” lo classifica alla posizione numero 80 nella lista dei migliori 500 album di sempre. Imagine, il quinto album della produzione solista di John Lennon, il secondo pubblicato dopo lo scioglimento dei Beatles, viene registrato e pubblicato nel 1971 nello studio casalingo dei Lennon, gli Ascot Sound Studios a Tittenhurst Park, la residenza che John e Yoko stanno costruendo perché divenga il loro rifugio, il loro regno in qualche modo. Un regno destinato a non durare quanto sperato. Partecipano alla struttura musicale dell’album diversi artisti, quella di Lennon è una chiamata alle armi dei suoi collaboratori più fidati, di pagina in pagina ognuno di loro racconta la propria esperienza e lo fa attraverso i brani suonati, mixati, ascoltati: Crippled Inside, Jealous Guy, It's So Hard, I Don't Want to Be a Soldier, Gimme Some Truth, Oh My Love, How Do You Sleep? How? Oh Yoko!. I pezzi compongono l’opera pensata a quattro mani (due nella pianificazione più che nell’esecuzione, quelle di Yoko) e ogni canzone è nel volume il pretesto per un’opinione, un racconto, una riflessione dei collaboratori che hanno vissuto quel momento. Foto, frame del girato che ha registrato tutta l’esperienza in forma di lungo documentario, parole, stralci di appunti, bozzetti permeati di quello che è stato uno degli amori più discussi, odiati e insieme indiscutibilmente enormi della nostra società…

«Fu come trovare l’oro. Avere lo stesso rapporto che potevo avere con un uomo, ma poterci andare a letto insieme, farmi accarezzare la testa quando mi sentivo depresso o stavo male. E poteva anche essere una Madre. Trovarla tra tutte le menti che ci sono là fuori fu come vincere alla lotteria. È per questo che quando mi chiedono di riassumere la mia storia, dico: “Sono nato, ho vissuto, ho incontrato Yoko”. Si è trattato di questo in sostanza». Quasi una dichiarazione d’amore questo tomo pensato da Yoko Ono e assemblato – più che scritto – coralmente. Uno di quei diari da ragazzi zeppi di foto, pezzi di carta con piccoli appunti, bozzetti, testi di canzoni che raccolgono, o meglio accumulano in un posto circoscritto e facilmente consultabile tutto ciò che di più caro ricorda, evoca, ci parla dell’amato, quell’unica insostituibile persona che diventa l’Assoluto. Qualcosa dell’idolatria, qualcosa della venerazione c’è nel gesto di conservare tutto di qualcuno. Infantilismo e insieme imprescindibile operazione utile a liberare un minimo di spazio nella testa piena di lui/lei e trasferirlo su un supporto esterno. Questo sembra fare Yoko Ono a quasi quarant’anni dalla morte di Lennon e a quasi cinquanta dalla nascita di Imagine, quello che senza dubbio rappresenta ciò che di più vicino ad un figlio quella donna tanto odiata ha messo al modo insieme con uno degli uomini più amati di sempre, della musica e non solo. Un lavoro di reperimento testimonianze, curiosità, che dà un piacere anche tattile. C’è una coppia innamorata in questo libro, ma c’è anche la musica, le persone che sono ancora in grado di raccontare con vividezza e vitalità la collaborazione ad un lavoro come Imagine, un progetto musicale ma più ancora un progetto di Pace. È su questo tasto che batte il dito dell’artista giapponese e del suo team, un libro quindi che oltre agli appassionati di musica si rivolge agli appassionati della vita, ai sognatori, ai pacifisti in ogni forma. Nella prefazione al volume ‒ prezioso anche graficamente, bianco, candido con la bordatura delle pagine stampata in azzurro con nuvole bianche ‒ l’ormai ultraottantenne Yoko Ono intima: “È tempo di agire, e agire significa PACE”. In quest’ottica non è difficile riconoscere più di un significato della descrizione con la quale le piace introdurre l’incontro con John Lennon: «La nostra storia fu una lezione importante, sia per il mondo, sia per noi due. Non ci eravamo resi conto di quanto razzismo ci fosse in giro. Penso che abbiamo aiutato la gente a capire che cosa vuol dire rapportarsi ad una coppia interrazziale. Siamo stati tutti costretti a crescere e a sperimentarlo».



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