Imparerò il tuo nome

Imparerò il tuo nome

Il suo nome non lo sapremo mai, ma di lei conosciamo gli intimi percorsi dei suoi pensieri, i moti dell’animo, il suo dolore, acquattato in un antro del cuore, ma vivido nella sua memoria. Aveva solo sei anni quando la madre l’ha abbandonata. Quattordici quando suo padre le ha detto che sarebbe andato a vivere in un’altra città, con un’altra famiglia, ma che si sarebbe occupato di lei e di sua nonna, l’unica che ha dovuto dirle addio suo malgrado. Si è sempre fatta in quattro per farcela, per andare avanti e con ottimi risultati, prima a scuola, poi all’Università, ora nel suo lavoro, nella redazione di un prestigioso mensile di moda e arredamento. Nel mezzo, c’è stata la storia con Lorenzo, conosciuto quando era ancora una studentessa alla Bocconi: anche lui è uscito dalla sua vita senza voltarsi indietro. Malina è la sua psicoterapeuta, una donna intensa, che sa ciò che vuole, una creatura forte, alla quale è difficile resistere. Fare l’amore con Malina la rende felice, sente di amarla, vorrebbe possederla e abbandonarsi nella sua stretta rassicurante. “Chi sono io” si domanda, sconvolta dall’arrivo impetuoso di un amore che la riempie, che non le impone ruoli, che scioglie ogni remora nel lasciarsi andare e allontana la paura di una dannata solitudine, imposta e mai scelta. Prima la scoperta del tradimento, poi la certezza della malattia di Malina, che non concede alle due amanti una seconda opportunità: ma quella relazione è stata come un balsamo sulla carne bruciata dal gelo. Resta una foto di quell’amore incompiuto: lei e Malina, sorridono, spettatrici di un destino capriccioso, che tuttavia, non smette di riservare nuove sorprese. In redazione, è arrivato Gregory Mc Louge, fotografo americano talentuoso e affascinante. Insieme lavorano a un servizio sui castelli piemontesi: pochi sguardi e ancor meno parole sono sufficienti a stabilire un legame, a sentire nuovamente il bisogno di appartenere a qualcuno…

Il nome della protagonista non viene mai rivelato in questo romanzo, che adotta la tecnica della narrazione in prima persona: scelta efficace per accompagnare il lettore nel racconto dell’intimità travagliata e dell’educazione sentimentale della voce narrante, che progressivamente rivela a se stessa la propria vera identità. “Chi sono io?”, la domanda che la protagonista si rivolge in modo ricorrente, è la riga sopra la quale la storia viene scritta, il filo di Arianna che assicura la fuga dal labirinto degli eventi, che talvolta travolgono la protagonista, senza lasciarle il tempo di comprenderli. Elda Lanza, “la signora della televisione italiana”, prima presentatrice dei programmi TV per signore, giornalista, donna colta e scrittrice piacevolissima e vivace, ha superato la soglia dei novant’anni conservando una mente lucida e una scrittura feconda. Esperta di bon ton, la Lanza è una romanziera vivace, capace di dare il meglio di sé nei romanzi gialli, come in quelli sentimentali. Imparerò il tuo nome è un viaggio in soggettiva nella landa sconosciuta della sessualità femminile. Un’impresa non semplice anche per una donna: è difficile riuscire a scandagliare certi fondali profondi e discontinui, che pur nella loro estrema variabilità accomunano le individualità femminili.



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