Imprevedibili sprazzi di paternità

Imprevedibili sprazzi di paternità
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Abraham Chabon arriva, con fare timido e impacciato, con oltre mezz’ora di ritardo all’anteprima della presentazione della collezione primavera/estate 2017 di Off-White dello stilista Virgil Abloh. È emozionato. Ha curato con spasmodica attenzione il suo abbigliamento prima di arrivare. Da un lato si sente fuori luogo davanti ad uno stilista così famoso, dall’altro ama follemente il mondo della moda e sta trascorrendo la settimana con suo padre a Parigi con un entusiasmo incontrollabile. Suo padre, Michael, ha un pezzo da scrivere per “GQ” sulla settimana della moda. A lui la moda interessa, ma non come a suo figlio. Tenta di farsi coinvolgere ma in realtà ha accettato quel lavoro solo per Abe, perché suo figlio possa conoscere quella realtà che tanto sogna… Michael ama il baseball: esattamente come, prima di lui, lo ha amato suo padre. Non avrebbe mai voluto che suo figlio ci giocasse. Gli avrebbe risparmiato quella fatica, quella tensione. Quando suo figlio gli chiede di farlo, Michael accetta. E quando, dopo poco, suo figlio gli comunica che il baseball non gli piace, che non ha voglia di allenarsi e che non vuole partecipare al campionato della sua categoria, il padre non lo asseconda. Vuole insegnare al figlio a non lasciare le cose a metà. Lo accompagna agli allenamenti, alle partite e assieme tirano un sospiro di sollievo quando il campionato finisce. Un pomeriggio Michael è solo in casa. Sua moglie è via per lavoro e lui si prepara a guardare la partita di baseball tra San Francisco e Anaheim in tv. Sarà sua figlia minore a sedersi accanto a lui, a commentare con lui, a dimostrarsi interessata e appassionata…

Quando Michael Chabon era in procinto di pubblicare il suo primo libro, durante un party, uno scrittore più esperto e anziano di lui gli diede un consiglio: non fare figli. I figli ti tolgono il sonno, occupano i pensieri, ti tolgono la concentrazione. Ogni figlio è un libro mancato. Michael non sa che rispondere. Sta per sposarsi con la sua futura ex moglie e hanno voglia di fare figli. Con la sua nuova compagna Chabon avrà quattro figli e scriverà quattordici libri. Imprevedibili sprazzi di paternità è una raccolta di sei racconti che narrano la bellezza e la difficoltà di essere padre, la capacità di adattarsi e di essere sorpresi dai propri figli, la meraviglia che sanno regalarci. Probabilmente Michael Chabon, che ha vinto un premio Pulitzer, avrebbe potuto scrivere ancora di più. Ma è veramente questo che gli interessa? È l’essere famoso, vincere premi, che lo farà essere ricordato? I libri, per quanto importanti, sono sempre delle “cose” deperibili – pensa lo scrittore americano. Probabilmente qualcuno tra qualche anno ancora si ricorderà di lui come scrittore ma… vuoi mettere la sua vita con i suoi quattro figli? Accompagnarli a scuola, seguire le loro aspirazioni, condividerne le passioni, ridere di tutto. Chabon ha sempre voluto essere un padre presente. Se ha perso qualche occasione, in fondo a lui non importa. Ha la sua famiglia. E va bene così. In una società che ci insegna a sgomitare, Chabon prova a rimettere tutto sul piano della “normalità”, della vita quotidiana, delle piccole cose che restano nella memoria di famiglia. E forse sì, questo è quello che realmente è importante.



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