Incanto

Incanto
Jacopo, Biagio e Greg sono tre ragazzi di paese che crescono insieme in un piccolo borgo tra i colli toscani, dove tutti si conoscono e ognuno sembra destinato a vivere la vita che è stata programmata per lui prima ancora che nascesse. Greg è il rampollo della famiglia più ricca dei dintorni, Biagio è uno spirito libero venuto su in un ambiente contadino, mentre Jacopo – voce narrante del libro – è figlio di borghesi, già incastrato suo malgrado in un fidanzamento quasi combinato. Eppure basta l’estate dei diciotto anni per ribaltare del tutto il loro piccolo mondo stagnante. In una sola notte i ragazzi scoprono che la vecchia Stradaccia in disuso è stata asfaltata e dalle campagne emerge una motocicletta da rimettere a posto: proprio quella moto su cui Biagio scoprirà il suo talento di centauro e inizierà la sua carriera di campione internazionale. Nel frattempo Jacopo trova nel libro di matematica una misteriosa cartolina con un’equazione da risolvere per un concorso: riesce a risolverla e si ritrova reclutato con una borsa di studio all’università di Edimburgo e da lì arriva al successo come fisico. Intanto Greg si è gettato a capofitto negli affari di famiglia, diventando un mago della finanza mondiale, sempre in volo da un continente all’altro, sempre più evanescente e irreale, quasi come un fantasma. Tra le scoperte dei primi amori e problemi di droga, i tre amici costruiscono le loro fortune e le loro esistenze sembrano intrecciarsi anche a distanza, come se i tre destini fossero incrociati, tanto che Jacopo non riesce mai a liberarsi fino in fondo della sensazione che quello che ha ottenuto non gli appartenga completamente…
C’è tante carne al fuoco nel nuovo romanzo di Pietro Grossi, di cui avevamo molto apprezzato i racconti in Pugni: la perdita dell’innocenza, il distacco da casa, il desiderio di indipendenza e l’ambizione che cozzano sempre contro la nostalgia di quello che ci si è lasciati alle spalle, di un passato che nel ricordo appare sempre migliore, in quella piccola mitologia personale che appartiene ad ognuno di noi. Se lo spaccato psicologico e intimista appare riuscito e toccante, non si può dire altrettanto di tutto il resto. Il punto debole è proprio Jacopo, la voce narrante: troppo pesanti e inutili le descrizioni delle teorie fisiche che studia, troppo scontata e lunga la parte dedicata alle sue amicizie in Scozia, per non parlare delle disavventure sessuali e sentimentali negli Stati Uniti. Il finale riscatta il libro e mette davvero insieme tutti i pezzi del puzzle, ma resta forte la sensazione che se fossero state tagliate una cinquantina di pagine la narrazione ne avrebbe giovato. E anche la lettura.

 

 

 

 
 
 
 
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