Incerti posti

Incerti posti

Dopo aver trovato lavoro in città, Matteo comincia a prendere certi sonniferi che gli fanno sprofondare la mente in un bagno d’olio. Cade in lunghi sonni neri e la sua testa diventa simile a un barattolo di melanzane. La mattina si sveglia come dopo un’anestesia totale, con la sensazione di essersi addormentato un istante prima. Quella notte però è diversa. Quella notte rivede il cantiere della sua infanzia. Non una, ma ben due volte. I sogni che hanno tormentato in passato la sua vita e che per tanti anni non gli hanno dato tregua sono tornati. Nel primo di essi si ritrova a passeggiare per il quartiere della sua infanzia, Roma Nord. Avverte attorno a sé la presenza di casermoni palpitanti e stracolmi di gente, ma non li vede, anzi, non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello, come si suol dire, di guardarsi intorno. Sua sorella lo tiene saldamente per mano, e lo guida come se fosse un bambino. Nel sogno infatti è tornato piccolo, e intorno a lui c’è un forte vento. I rami degli alberi si muovono come braccia di gente non completamente morta…

La prosa di Montemarano è asciutta, intensa, volatile, lirica, chirurgica, concreta, potente, variegata e senza battute d’arresto né retorica, ironica, umana e profonda, autorevole e ben caratterizzata. Racconta due storie che si intrecciano in maniera compiuta e precisa, perché di base declinano in maniere diverse ma complementari lo stesso sentimento. Il dolore dell’inadeguatezza. La fragilità. Sentirsi sbagliati e fuori posto. L’ossessione per un passato traumatico che continua a fare male e non dà pace. Antonio ha una madre che non si cura affatto di lui e che si accompagna a un uomo a dir poco disgustoso, non sa chi sia suo padre, fa parkour, che naturalmente ha in questo romanzo anche una valenza simbolica, ha un amico che vuole morire, una baby-gang che lo perseguita e vive in un quartiere popolare di Roma, la città, sfondo e anche personaggio, spersonalizzante e ben descritta, dove è nato anche Matteo, un manager dalla carriera avviatissima e a cui non manca nulla. In apparenza.



 

 

 

 
 
 
 

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