Incidente sul lavoro

Milano, prima metà degli anni Settanta. Il commissario Saro Madonna viene chiamato in servizio la mattina di Natale perché poco fuori città, sul greto dell’Adda, sotto un ponte, è stato trovato il cadavere di un giovane, quasi un ragazzo, snello, con i capelli biondi e gli abiti in ordine. Il commissario è convinto che non si tratti di una caduta accidentale: il ragazzo è stato assassinato. In breve la conferma gli arriva anche dal medico legale e Madonna inizia la sua indagine di malavoglia, perché è Natale, fa freddo e dover uscire di casa pesa. Scopre che il ragazzo si chiama Giovanni Passerini ed è un giovane omosessuale, con precedenti penali, collegio e riformatorio alle spalle. Che il ragazzo si prostituisse è noto a tutte le sue conoscenze nessuna delle quali, lo scoprono facilmente Madonna e i suoi compagni di indagine il maresciallo Lo Cascio e il brigadiere Lonigro, sembra provare sentimenti di solidarietà o pietà nei suoi confronti. Giovanni, detto Giovannino, era cinico e profittatore, alieno da sentimenti ed emozioni positive, attento solo al proprio vantaggio. Nessuno si rattrista al suo ricordo. Anzi, no. Chi lo rimpiange c’è. È Dino, giovane semplice e sentimentale, con un buon impiego, che provava per Giovanni sentimenti d’amicizia incondizionata, anzi, d’amore incondizionato. Ma i tempi non sono maturi per un’unione omosessuale alla luce del sole: chi si innamora di una persona del suo stesso sesso deve essere per forza un “vizioso”. E il commissario Saro Madonna condivide questa opinione, così come i suoi collaboratori…

Questo romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1974, quando Antonio Perria, giornalista di cronaca nera, inserisce nel racconto di una torbida vicenda – per molti aspetti cruda e apertamente realistica – anche elementi di critica sociale e politica, in riferimento alla situazione italiana di quegli anni, ma anche a una Milano che, ben lungi dall’essere ancora una “capitale morale”, gli appare irriconoscibile e avviata a perdersi e corrompersi. Nessuno degli investigatori di Perria è particolarmente brillante, geniale o eroe, simili a quelli che ora, sempre più spesso, siamo abituati a incontrare nei gialli. Qui si tratta di modesti funzionari, prevalentemente di origine meridionale, che, con rassegnata costanza e qualche ingiustificata lentezza, si adoperano per scoprire movente e colpevole di un delitto nel torpido e nebbioso inverno di Milano. La macchina della giustizia, però, si rivela disattenta e superficiale nei confronti delle ragioni degli ingenui e troppo prudente nei confronti di chi ha potere e denaro. Al cospetto di questi ultimi l’onestà professionale degli investigatori si allenta e la tragedia iniziale ne genera una seconda, ben più grave e straziante.



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