Incontri

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Claudine è felicemente sposata e ama il marito, con il quale è legata da un sentimento di profonda affinità. La figlia della donna, avuta da un precedente matrimonio, studia in un collegio fuori città e Claudine deve affrontare un lungo viaggio in treno per andare a trovarla. Durante quel viaggio riflette sulla propria vita coniugale, arrivando a pensare che il suo matrimonio sia solo il risultato di una rassicurante quotidianità. Lentamente comincia a farsi largo una sensazione di angosciante insoddisfazione esistenziale. Quando il treno è costretto a fermarsi in un piccolo villaggio a causa di una tempesta di neve, Claudine incontra un uomo che inizia a corteggiarla e lei non sa se cedere a quelle lusinghe che la confondono, pur non lasciandola indifferente... Veronika è una donna di mezza età, che vive un’esistenza abulica e senza interessi. Cresciuta nella casa cupa di una vecchia zia, si rende conto di essere un’emarginata e di non avere mai avuto una vita sentimentale. Questa presa di coscienza, vissuta essenzialmente come un viaggio introspettivo dentro se stessa, la porta a riflettere sui due uomini che le stanno regalando un qualche sussulto emotivo: l’intellettuale Johannes e il sensuale Demeter, ma questi pensieri finiscono per trascinarla verso zone inesplorate della sua stessa anima...

Fra il brillante esordio con I turbamenti del giovane Tӧrless e la chiusura di carriera con il ciclopico L’uomo senza qualità, Robert Musil ha scritto moltissimo: tessere di un mosaico con il quale l’autore austriaco ricostruisce, demolendo le strutture letterarie preesistenti, lo spaesamento generale di un’intera civiltà a seguito del crollo dell’Impero austroungarico. La complessità della sua scrittura, lo stile quasi “labirintico” e cerebrale delle sue narrazioni, spaventarono a suo tempo quei lettori che cercavano nei romanzi solo puro intrattenimento. È solo nel 1949 che due studiosi inglesi, Eithne Wilkins ed Ernst Kaiser, lo riscoprono e danno l’avvio a un nuovo processo interpretativo della sua produzione. I due racconti che compongono la raccolta Incontri, pubblicata con scarso successo nel 1911, fanno sicuramente parte di questo “rilancio”. Le due novelle hanno uno stile così nuovo e dirompente da rompere con ogni modello precedente. Viene distrutta l’idea di trama lineare, che si trasforma in una sorta di ossessività circolare fatta di impressioni, emozioni, elaborazioni di un io narrante che man mano si espande, fino a che la realtà esteriore si dissolve in impressioni sensoriali. La lettura di questi due racconti “minori” conferma ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, l’indiscutibile contributo offerto da Musil alla letteratura del Novecento, una vera e propria rivoluzione di cui ancora oggi appaiono evidenti gli effetti.

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