Incroci obbligati

Incroci obbligati

Mirella Bonetti è un giovane architetto milanese, che vive in un ampio edificio industriale ristrutturato insieme all’amica Anita Valli, restauratrice di mobili antichi. Un brutto giorno Mirella, dopo una lunga ed estenuante coda all’ufficio urbanistica del Comune, entra nella stanza 35, quella del geometra Aldo Diotaiuti, un cinquantenne calvo dall’aria molto per bene. Ma non riesce a parlargli: il Diotaiuti è adagiato sulla scrivania e pare che stia schiaccindo un pisolino, ha il viso girato da un lato, la testa appoggiata sulle braccia. Ma non dorme affatto! Le carte sotto le sue braccia sono inzuppate di sangue. Il geometra è morto. Assassinato. Scattano le indagini. Mirella viene interrogata dal commissario Santini, simpatico personaggio che ha più l’aria del professore che del poliziotto. Mirella, la sera, racconta all’amica Anita del delitto, dello spavento provato ma soprattutto si pone domande: quale sarà il movente dell’assassinio, che cosa può portare un killer fin dentro a un grigio e anonimo ufficio comunale - il luogo della noia per antonomasia -, che cosa le era sembrato strano in quella stanza e ora non riesce a ricordare? Gli interrogativi porteranno Mirella e Anita a indagare, non senza pericolo…

Incroci obbligati è un romanzo che ha come protagoniste due giovani donne indipendenti e moderne che si scoprono appassionate di indagini poliziesche. Sono due “signore in giallo” che non ambiscono a somigliare né a Miss Marple né a Jessica Fletcher, ma piuttosto ricordano in parte personaggi di serie televisive nelle quali persone comuni dotate di acume e dei giusti contatti risolvono casi polizieschi anche complessi. Un poco eccentriche, amanti dei “bianchini” giusto per rilassarsi la sera, le due possiedono sufficiente intuito e solida costanza, che consentono loro di dedicarsi al caso, di approfondirlo e di trovare elementi chiave per la sua risoluzione. Si muovono non solo nell’ambiente moderno ed elegante loro abituale, ma esplorano edifici in disuso e poveri alveari di periferia, incontrano persone agiate e poveretti, persone senz’altro oneste e persone che sembrano oneste. L’indagine le conduce, come in ogni storia e lieto fine, a conoscere anche due uomini non privi di fascino, uno per ciascuna, così da far prendere al racconto anche un risvolto rosa che non guasta. Paola Varalli, l’autrice, è architetto come la protagonista del giallo e, come lei, lavora nel capoluogo lombardo. Con questo romanzo ha vinto il concorso “Delitti d’autore”.



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