Incubo

Incubo
Dopo qualche mese di riabilitazione nella Waldklinik per il quasi sedicenne Simon è arrivato il momento di tornare a casa. Casa, insomma, non proprio. Deve andare a stare da zia Tilia, adesso che i suoi genitori non ci sono più, morti nel terribile incidente stradale nel quale lui stesso, oltre a essere rimasto ferito, ha subito un gravissimo choc, a causa del quale a distanza di mesi soffre ancora di vuoti di memoria. Lei è gentile, ma non è sua madre. L’unica nota positiva è che accanto alla zia abita Michael, l’adorato fratello maggiore di Simon, che gli è mancato così tanto da quando è andato via di casa. Michael così coraggioso, forte , muscoloso, sicuro di sé. Sempre pronto a difendere quel suo fratellino fragile, gracile, solitario, chiuso. Già prima dell’incidente che ha sconvolto la sua vita ordinata Simon aveva qualche difficoltà a rapportarsi agli altri; i dottori parlavano di un lieve disturbo autistico. Adesso è tutto molto, molto più complicato per lui. Dopo l’incidente, terribili incubi e spaventose allucinazioni abitano le sue notti, visioni orribili lo raggiungono anche da sveglio, così, all’improvviso. Per non parlare di ciò che succede se prova ad entrare in un’auto: due esseri orribilmente sfigurati e sfrigolanti gli ricordano che sarebbe dovuto morire anche lui quella sera… In quegli stessi giorni nel bosco di Fahlenberg, nei dintorni della casa in cui Simon vive adesso, scompare una ragazzina e in città si sparge la paura. Tutto precipita quando all’improvviso Melina, la ragazza di Mike, viene aggredita fino ad essere ridotta quasi in fin di vita. Nessuno crede a ciò che Simon dice di aver visto la notte dell’aggressione e Mike sembra essere l’unico indiziato. Simon si sente così solo, assediato da incubi e fantasmi terrificanti che non lo lasciano in pace; per fortuna ha trovato un’amica, Caro, così pallida, sempre vestita di nero, così incredibilmente simile a lui…

“Niente dura per sempre. La sicurezza è un’illusione”. Un aforisma filosofico-romantico? Assolutamente no. È l’incipit del nuovo romanzo di Wulf Dorn, lo scrittore tedesco che in pochi anni – soprattutto con il best seller La psichiatra – si è imposto sulla scena mondiale come maestro indiscusso dello psicothriller. Niente scene horror, niente splatter, ma terrore puro condensato tutto nella mente dell’uomo e declinato attraverso le sue paure più profonde. Così è stato anche nei romanzi precedenti, ma in questo Incubo Dorn tocca un tasto doloroso scegliendo come protagonista una paura subdola che si è insinuata in ciascuno di noi almeno una volta. È la paura del cambiamento, accompagnata dalla paralizzante paura di aver paura. Continua, quindi, con tutta probabilità, ad essere fondamentale per la scrittura di Dorn l’esperienza lavorativa negli ospedali psichiatrici, come anche l’interesse giovanile per l’horror, di cui lo psicothriller sembra essere una matura evoluzione. Senza svelare troppo, va detto che è emblematico il fatto che, nonostante la presenza di altri personaggi (alcuni già noti ai fan di Dorn che – come ci ha raccontato in una simpatica intervista – ha capito che ai lettori piace questa continuità tra le storie e l’ha mantenuta con un sottile ma visibile filo rosso), il protagonista Simon occupa prepotentemente la narrazione in ogni risvolto della trama. Così è stato fin dalla genesi del romanzo, partito per essere un giallo diversamente strutturato; poi Simon – dice ancora l’autore – ha cominciato ad avere vita propria e ha voluto raccontare la sua storia in altro modo. E a lui ci si affeziona perché finisce per suscitare la tenerezza del lettore che forse riconosce in lui qualche fragilità che gli appartiene, senza essere ovviamente patologica come accade a Simon. La scrittura di Dorn è scorrevole, agilissima, particolarmente adatta ad un traduzione cinematografica, cosa che è avvenuta per romanzi precedenti e potrebbe sicuramente accadere anche per questo. Consigliato a chi ama rilassarsi con un buon thriller, dal quale non si aspetta tanto l’azione quanto l’affascinante avventura nei meandri dell’anima e della mente dell’uomo.

 

 

 

 
 
 
 

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