Incubo Bianco

Incubo Bianco
Nella piccola cittadina svedese di Strängnäs, l’11 gennaio 1965 vengono trovati due cadaveri congelati, imprigionati nel ghiaccio: la strana e improbabile coppia è formata dalla giovane Lisa Gröndahl, una bella ragazza appartenente alla borghesia ‘bene’ del paese e dal coetaneo Göran Svensson, un paziente fuggito la stessa notte dell’omicidio dall’ospedale psichiatrico Sundby, mentre infuriava una terribile tempesta di neve. L’ipotesi di omicidio da parte del disadattato Göran nei confronti della povera ragazza sembra tenere per quarant’anni, anche se le ferite ritrovate sul corpo del giovane non sono mai state spiegate. Nel 2005 il giovane giornalista Fredrik Gransjö si trasferisce con la famiglia da Stoccolma a Strängnäs e inizia un’inchiesta sulla storia del manicomio per il giornale Srengnäs Dagblad. Le teorie che quattro decenni prima avevano messo a tacere il gossip della piccola comunità, non sembrano essere più così cristalline. Come si è procurato le ferite sul corpo il giovane Göran? Come è realmente morto? In che modo è riuscito ad evadere dall’ospedale, date le misure di sicurezza per pazienti psichiatrici? Perché i due si sono incontrati proprio nel mezzo di un lago ghiacciato? Perché l’infermiere di guardia dichiarava di essere certo di aver chiuso la porta? E infine, perché il medico curante del paziente dichiarava che quest’ultimo non aveva tendenze assassine? Per rispondere a questi ed altri quesiti Fredrik dovrà far luce su una vicenda che coinvolge non solo i due poveri sventurati, ma che va a ledere delicati equilibri nel piccolo paese...
L’esordio del quarantunenne avvocato svedese - che oggi vive in Kenya con la sua famiglia - si rifà alla new wave del giallo nordico contemporaneo, rinvigorita ogni giorno da un esercito di entusiasti lettori. In particolare lo stesso Rambe cita fra i suoi giallisti preferiti Henning Mankell e Håkan Nesser. La storia è semplice ma coinvolgente: una specie di puntata del telefilm Cold Case in chiave nordica, con i suoi colpi di scena e i suoi personaggi delineati a puntino. Quello che molte volte non quadra sono purtroppo i dialoghi troppo elementari o francamente surreali: più che dalle scene di un poliziesco sembrano infatti presi da un manuale di grammatica svedese. Colpa dell’autore o del traduttore? Non ci è dato a saperlo. Il libro piacerà comunque agli amanti del genere. Per gli altri vale la pena di considerare l’acquisto, dato anche il bassissimo prezzo di copertina. La Newton & Compton in questo senso sta puntando molto sulle novità che arrivano dai paesi scandinavi. Attendiamo per questo il secondo romanzo di Rambe, già bestseller in patria, che continua la serie di omicidi ambientati nei dintorni di Strängnäs.

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