Ingrid e Riccione

Ingrid e Riccione

Ingrid è una bella ragazza tedesca. La natura le ha dato un corpo perfetto, dei lunghi capelli biondi e un acume che, grazie anche all'agiatezza dei genitori, si è potuto rafforzare con studi privati: perciò si può ben dire di lei che sia una ragazza molto intelligente, al di sopra della media. Ma la natura che tanto le ha dato, molto le ha tolto, essendo Igrid cieca dalla nascita. L'isolamento forzato, la lettura in braille di alcuni libri l'hanno spinta a voler intraprendere un viaggio da sola e a scegliere come meta Riccione, caratteristica località di mare italiana. Al suo ritorno, Ingrid è cambiata, continuamente assorta nei ricordi di un incontro amoroso a suo dire perfetto con un eroico capitano, dimentica di tutto il resto. La madre, preoccupata, manda a chiamare la nipote Inge, studentessa di psicologia e molto legata alla figlia. Durante il loro incontro, la ragazza avrà così modo di ascoltare il racconto della storia d'amore tra Ingrid e Fabrizio e di ammirare, per prima, la moltitudine di fotografie che la cugina ha scattato per immortalare i momenti più romantici, che però non potrà mai rivedere...

Pee Gee Daniel, al secolo Pier Luigi Straneo, scrive un racconto basato su uno dei luoghi comuni più diffusi e che naturalmente non vi svelerò, anche se facilmente potrete intuirlo già a metà della lettura di questo racconto. Lo spunto iniziale pare buono: il viaggio in solitaria di una ragazza non vedente sembra proprio una bella idea, per nulla “già sentita”. Ci si immagina cose che alla fine, tutto sommato, non ci sono, o meglio non si vedono. Anche molti dei dialoghi tra la le due cugine suonano stonati, improbabili, ma la lettura è breve e la storia arriva al suo finale in men che non si dica.



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