Insolita storia di una vita normale

Insolita storia di una vita normale
Il sole scalda un muretto sul quale sono seduti due uomini, un vecchio e suo figlio. Il vecchio vuole togliersi un gravoso fardello, vuole parlare della sua vita, una storia banalmente normale, e ha scelto come suo interlocutore il figlio quarantenne. Forse morirà presto e non vuole che i suoi ricordi vadano perduti. Così il racconto inizia con la scoperta del dolore, la perdita di uno dei fratelli quando era poco più che un bambino. Continua con la descrizione dei luoghi nei quali ha vissuto l’adolescenza, paesini dai nomi sconosciuti nel più caldo e desertico Sud America, le avventure, la determinazione e l’acutezza di suo padre. Tutto questo viene fuori di getto, come un fiume. I due uomini si rivedono spesso: è sempre e solo il più vecchio a parlare, il figlio non lo interrompe, ha paura che il silenzio possa stupidamente causare la morte dell’anziano. L’ottantenne ha molto da raccontare. Il ritorno in Italia, a Genova, le passeggiate tra quei vicoli così stretti e così profumati di sale e salse. Le vicende che ha attraversato durante tutto un secolo, il ‘900, vengono lentamente ereditate dal figlio che in questo modo riscopre il rapporto con il genitore e l’amore per quei racconti ora troppo lontani…
Immaginatevi un paesino sconosciuto in un deserto afoso del Sud America, colori seccati dal sole. Iimmaginatevi case povere dipinte di bianco, i fiori che sbocciano d’estate. Immaginate quindi questa scenografia per una storia che ci viene snocciolata lentamente, come una nenia degli indiani Pueblo. Il racconto di un’esistenza normale non pesa, l’autore ha la necessità di raccontarla e questa necessità viene assorbita con naturalezza dal lettore. Facile è scoprire i vari pezzettini che completano il racconto. La riscoperta della parola, di quella cultura orale tipica degli inizi del secolo. Il rapporto tra genitore e figlio che viene rinsaldato per scelta dell’anziano che in questo modo rende partecipe il giovane di una storia in cui anche lui è uno dei protagonisti. Mai dimenticare gli avi. Alla fine il più giovane ne esce arricchito e con una nuova consapevolezza: è essenziale conoscere davvero le proprie radici. Lo stile di Repetti è affettuoso e familiare, dipinge i luoghi con colori tenui che entrano subito nell’immaginario del lettore. I personaggi sono dolci, anche l’austero padre in realtà vuole solo il bene della sua famiglia, non ripresosi del tutto dalla morte prematura di uno dei suoi figli conserva il suo carattere duro. L’emigrazione di molti italiani verso i paradisi americani, la rivincita di un uomo che non ha mai potuto frequentare le scuole poiché costretto a lavorare. Il libro ha il sapore di una di quelle storie italiane che ogni tanto, per fortuna, ancora ci piace ricordare.

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