Instinct

Il professor Dylan Reinhart sta tenendo il solito discorso con cui da tempo apre i suoi corsi al gruppo di studenti - che ogni anno gli appaiono sempre più giovani - raccolti nell’aula del campus universitario. Dylan ha trentaquattro anni ed ha la capacità di riuscire a mantenere l’attenzione degli studenti sempre vigile: sta loro spiegando che la frequenza al corso è obbligatoria, che non devono prendere appunti e che il libro di testo di riferimento è una sua opera, che si occupa di azioni e comportamenti divergenti, nonché di legittimazione alla violenza. Non c’è studente che non lo stia ascoltando rapito; all’improvviso un rumore proveniente dal fondo dell’aula fa voltare tutti e Dylan percepisce in qualche modo che è in arrivo una grana, prima ancora di averla vista in faccia. E la grana ha le fattezze di una figura femminile - che potrebbe essere tanto una studentessa quanto una donna adulta che porta bene i suoi anni - che in punta di piedi si dirige verso un posto libero nell’ultima fila ed invita con un cenno del capo il professore a proseguire la lezione. Ma Dylan non ci sta. La donna - Elizabeth Needham, così ha detto di chiamarsi - non è una regolare studentessa iscritta ai corsi e quindi non può stare lì. Elizabeth si alza sbuffando e si avvia verso l’uscita. Quando il professor Reinhart, che si sente un po’ in colpa, cerca di giustificarsi dicendo che queste sono le regole del campus, la Needham - che nel frattempo chiarisce di essere una detective - fa un cenno come a dire che non importa e, prima di abbandonare l’aula, chiarisce di essere lì solo perché convinta che qualcuno voglia uccidere il professor Dylan Reinhart. Un po’ frastornato, Dylan continua la lezione come da programma, anche se si rende conto di concluderla in maniera più frettolosa del solito, anche perché nel frattempo un sms ricevuto gli ha comunicato che la detective Needham lo sta attendendo da Jojo’s, un bar piuttosto noto all’interno del campus. Ed è dopo averla raggiunta che Dylan scopre che il giornalista di cronaca nera Allen Grimes ha ricevuto una copia del suo bestseller con un messaggio minaccioso ed un particolarissimo souvenir, una carta da gioco macchiata di sangue. Cosa sta a significare quella carta da gioco e perché scegliere proprio il suo libro…

James Patterson, autore molto noto per le sue numerose serie, da Alex Cross a Le donne del club omicidi e a Maximum Ride, torna con un thriller scritto insieme a Howard Roughan, dal quale è stata tratta una serie televisiva omonima, con Alan Cumming nella parte del protagonista, già trasmessa con notevole successo anche in Italia. Dylan Reinhart, il protagonista, è un affermato professore universitario, che già da tempo ha rinunciato alla sua carriera alla CIA ed ha scelto di accontentarsi della ben più calma vita accademica, anche per assecondare le richieste del suo compagno di vita, con il quale intende al più presto allargare la famiglia. Ma Dylan è anche e soprattutto uno studioso di anomalie comportamentali e non è un caso quindi che venga chiamato ad assistere la detective Elizabeth Needham in quella che appare sin da subito una spietata caccia ad un serial killer - il Mazziere - i cui omicidi, all’apparenza casuali, seguono in realtà un piano molto ben congegnato, per svelare il quale occorrono le capacità di analisi fuori dal comune di Reinhart. Le carte da gioco, sempre presenti sulla scena di ogni delitto ad indicare la vittima successiva, sono la costante caratteristica del modus operandi del feroce giustiziere cui Dylan ed Elizabeth - brillanti, astuti e moderni Sherlock Holmes e Watson - danno la caccia, tra i palazzi chic ed i quartieri più poveri della grande Mela, in una disperata lotta contro il tempo, in un diabolico rompicapo in cui la posta in gioco è davvero troppo alta e rappresentata da vite umane. Un thriller ad alto tasso adrenalinico, una lettura scorrevole, fatta di dialoghi veloci ed efficaci in cui non mancano ironia ed un certo umorismo sarcastico e dissacrante, elementi tipici degli action movies e presi a prestito dalla penna di Patterson. Il racconto si dipana nella semplicità del quotidiano, con le difficoltà, i dubbi, le debolezze ed il risvolto umano di ciascuno dei protagonisti, a cominciare da Reinhart, novello Alex Cross, più sarcastico e più giovane ma ugualmente coraggioso, intuitivo ed affamato di verità. Un thriller che non conosce rallentamenti né pause, fortemente consigliato a chi ama i colpi di scena e le indagini serrate.

 


 

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