Intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale

Il led rosso di Hal 9000, il computer di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick che impazzisce, la partita di Kasparov contro Deep Blue, i primi piani su sfondo bianco di Steven Spielberg in A.I., i replicanti di Blade Runner, le macchine di Terminator... parli di intelligenza artificiale e ti viene da pensare comunque a una qualche forma di macchina che mimi le azioni dell’uomo. Non sarebbe meglio pensare a macchine “più intelligenti” di un semplice robot che dovrebbe simulare le azioni umane? Se negli anni ‘50 del secolo scorso, in parallelo alla nascita del computer, aveva ancora un senso pensare ai robot fatti come noi, oggi l’AI è tutt’altro: applicazioni “nel mondo reale, in particolare in ambito finanziario, produttivo e militare, operano in modalità con le quali, semplicemente, il cervello umano non può competere”. Ma che cos’è l’intelligenza? Solo la capacità di risolvere problemi, o anche quella di mettere a sistema sensazioni, impulsi e corto circuiti? E anche se ci fosse la possibilità di utilizzare un algoritmo molto sofisticato per risolvere tutti i problemi dell’umanità, le macchine potrebbero imparare dai loro eventuali errori?

Il libro di Kevin Warwick, professore di Cibernetica all’università di Reading, è un’introduzione all’argomento pensata per non addetti ai lavori, ma con un taglio comunque accademico. Ogni capitolo presenta la discussione di un tema: si va dalla storia alla filosofia dell’AI (Test di Turing, leggi della robotica di Asimov), dalla robotica alla percezione del mondo. Non sono presenti formule astruse, ma visto che l’autore è abituato a parlare a un pubblico specializzato, in qualche punto la pedanteria e lo schematismo accademici risultano un po’ ingombranti a discapito della divulgazione che auspicherebbe uno stile un po’ più ammiccante al lettore casuale. Insomma, se siete già dentro l’argomento (non troppo però!), questo libro potrebbe farvi pensare a ulteriori approfondimenti, se invece non conoscete nulla di computer e informatica, magari durante la lettura vi converrà tenere a portata di mano Google per cercare termini a voi ignoti. Il piglio critico, la bella parte filosofica e la “decostruzione” del cyborg come ce lo siamo sempre immaginato rendono la lettura dell’opera comunque davvero interessante.



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