Internectasie

Internectasie
Il dettaglio ha un temperamento riservato, non ama esporsi agli sguardi. Potrebbe essere quella crepa nel pavimento “che non avresti notato se improvvisamente, dopo le prime piogge di primavera, da lì non fosse sbucata una processione di formiche”. Il suo obiettivo è proprio quello di dare vita a micro-epifanie capaci di regalare quel pizzico di imprevisto alle vite di ognuno… Avete mai conosciuto l’imprevisto? Quell’evento che per sua natura sfugge a qualsiasi approccio, che può farti cadere dalla bici, o farti scegliere il biglietto vincente della lotteria, o ancora permetterti di incontrare “chi rivoluzionerà la tua vita facendoti credere che valga la pena di essere vissuta”… Tra le strade si aggira l’avarizia, si avvicina alle vetrine, guarda le scarpe nuove, e poi tira via, perché tanto è consapevole che quelle scarpe - usandole – si sciuperebbero, quindi è meglio tenersi quelle che si hanno già. Controlla le proprie esigenze, ma talvolta si lascia andare in scorribande notturne per dare sollievo al disagio dello spiantato di turno… Preparare la valigia delle crociere non è cosa semplice: è necessaria una faticosa apertura verso l’imprevedibile. Prendere in considerazione variazioni meteorologiche, presumere tutte le occasioni mondane, prevedere gli itinerari delle escursioni, non dimenticare l’essenziale del pronto soccorso. Ma l’importante è lasciare un piccolo spazio disabitato a disposizione: è lì che andranno a finire “l’incontro col mare al risveglio, i versi di un dicitore metropolitano, cattedrali irrorate dalla luce del tramonto, persone persone persone che ho guardato col rammarico di non avere il tempo di capirle, gli oggetti che mi saranno offerti e non comprerò”…
Carla Paolini ha un blog, http://specchio.ilcannocchiale.it/, in cui riflette impressioni ed emozioni. Da qualche anno ha deciso di trasferire molti testi dallo schermo del computer alla pagina di carta, per dare loro nuova vita e oltrepassare i confini. Ha iniziato con il volume di brevi prose poetiche Prosemi, per poi proseguire con Internectasie. Quest’ultimo è un “racconto per quadri”, come lo definisce Paolo Ruffilli nella nota critica, in cui emerge la quotidianità dell’autrice, la sua attenzione ai particolari e, soprattutto, la sua capacità di rendere anche l’impercettibile dell’esistenza con un linguaggio ad effetto e coinvolgente. Le sensazioni sono descritte con parole dalla rara forza espressiva. Lo stile ricorda un po’ la lirica, così pura e perfetta per una confessione. C’è la vita di Carla, in questo libro. Ma c’è anche la vita di tutti noi, che ogni giorno abbiamo a che fare con le mille sfaccettature della realtà e con tutti i suoi misteri, che inevitabilmente portano ad avere dubbi, incomprensioni e paure. Consiglio di leggere il capitoletto in cui l’autrice ha risposto – per gioco – ad alcune domande. Uno dei suoi riti scaramantici, ad esempio, è “scrivere su un foglio immacolato, tutto deve essere scritto su fogli rigorosamente a piccoli quadri”. Vorrebbe eliminare dalla sua vita i partecipanti e gli organizzatori di poetry slam e di tutte le ammucchiate poetiche che sono solo noiosi agglomerati cultural-populisti e che non hanno nulla a che fare con la poesia. Alla domanda “Quali sono le tue paure?”, Carla Paolini non ha dubbi: le armi e la loro capacità distruttiva, la vastità del mare quando è piatto e, ovviamente, il terribile vuoto contenuto ma abissale del foglio bianco.  

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