Intrigo

Intrigo

Washington D.C., 17 marzo 1908. Nella base dove è situato l’arsenale della Marina tutto è calmo. Yamamoto Kenta si sa muovere, nessuno lo vede. Raggiunge i magazzini e forza facilmente la serratura. È dentro. Si appropria di 15 grammi di cristalli di iodio, di polvere di cordite e di ammoniaca. Sale poi nello studio di Arthur Langner, progettatore di cannoni per la Marina a stelle e strisce. Ne osserva i più recenti progetti, dopodiché mette una mazzetta nel cassetto di Langner. Poi firma un foglio, imitando la calligrafia dell’ingegnere. “Perdonatemi”, recita la scritta. Si reca poi in bagno: rende i cristalli polvere, dopodiché aggiunge l’ammoniaca, il tutto in una tazza da barba. Il risultato è una densa pasta di nitruro di iodio. Posiziona tutto, cordite compresa, all’interno del pianoforte. Nessuno vede Yamamoto Kenta uscire, a parte un vecchio guardiano che non fa in tempo ad acciuffarlo. Il giorno dopo è domenica, ed Arthur Langner si esibisce con il pianoforte davanti ai suoi amici. Muore investito dall'esplosione causata dalla cordite e dal nitruro di iodio, che inoltre riduce il pianoforte in pezzi. Vengono poi ritrovati la mazzetta ed il biglietto: Arthur Langner è di certo un traditore. Non per sua figlia Dorothy, che si reca alla Van Dorn – agenzia d’investigazione privata – perché convinta che suo padre non si sarebbe mai potuto suicidare. Accetta con entusiasmo il caso il detective Isaac Bell...

Terzo capitolo della saga Le indagini di Isaac Bell e secondo libro scritto da Clive Cussler con l’aiuto di Justin Scott – altro scrittore seriale. L’ennesimo romanzo dello scrittore di Aurora guarda al passato (ipotetico ma non troppo), precisamente agli anni prima della Grande Guerra ed ha come oggetto la Marina degli Stati Uniti. Un’ambientazione affascinante e abbastanza inconsueta nei libri di Cussler. Il plot è il classico dei classici: omicidio con prove schiaccianti, un personaggio che va contro tutto e tutti e dimostra che tutto e tutti stanno sbagliando. In mezzo ci sono avventure che coprono gli USA da New York a San Francisco, passando per Washington e Chicago. E soprattutto in mezzo ci sono le trite e ritrite avventure all’ultimo respiro, gli usuali colpi di genio o di fortuna dei buoni e le solite donne incantevoli. Il romanzo però, cliché di genere a parte, nel complesso è ben strutturato e risente, sia in positivo che in negativo, dell’infinita esperienza di Cussler nel comporre frasi e nel creare situazioni. È un testo a cui non si può chiedere niente di più di quello che può dare, come al suo autore, che all’originalità e alla ricerca del nuovo ha preferito la serialità e il successo che ne deriva.



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