Intrigo italiano

Intrigo italiano

Bologna, 21 dicembre 1953. Dopo cinque anni di dolorosa quarantena, il commissario De Luca è tornato in pista. Il cadavere di una donna di trentun anni, Stefania Mantovani, è stato trovato nell’appartamento, anzi nel “trappolone” ‒ la base discreta dei suoi incontri da scapolo ‒ di suo marito, il professor Mario Cresca, dongiovanni, esistenzialista e amante del jazz morto due mesi prima in un incidente stradale insieme al nipotino di dodici anni. La donna è stata affogata nella vasca da bagno, dopo essere stata ripetutamente colpita con la cornetta e parzialmente strangolata con il filo del telefono. Un omicidio sul quale i servizi segreti vogliono fare chiarezza: ecco perché è stato richiamato in servizio De Luca, preceduto dalla sua fama di segugio infallibile, un vero e proprio “cane da tartufi ”. Così l’ex commissario di polizia inizia le sue indagini, aiutato dal giovane Giannino ‒ agente segreto fiorentino, omosessuale e imbrillantinato, amante della vita e della musica e sempre vestito alla moda ‒ scoprendo che la morte della donna non è un caso isolato, dato che anche l’incidente del marito è stato provocato da qualcuno. Tocca quindi a De Luca, in incognito come ingegner Morandi, fare luce questa vicenda torbida: ma deve stare attento perché, come scoprirà sulla sua pelle, anche la sua stessa vita è in pericolo…

Dopo ventuno anni torna il commissario De Luca, personaggio che segnò l’esordio narrativo di Carlo Lucarelli. È il lontano 1990 quando lo scrittore di Parma pubblica con Sellerio Carta bianca, il primo episodio di una trilogia composta anche da L’estate torbida e Via delle Oche, dando vita ad un personaggio che resterà punto di riferimento del giallo italiano e diventerà protagonista di una serie televisiva nel 2008, interpretato da Alessandro Preziosi. De Luca è stato poliziotto durante gli anni del fascismo, prima nella polizia politica, nella famigerata Legione Autonoma Mobile Ettore Muti, poi nei servizi di pubblica sicurezza. Dopo essere miracolosamente scampato alle epurazioni partigiane del dopoguerra, si è trovato a coprire incarichi marginali da un ufficio all’altro. E ora, dopo cinque anni di inattività, può nuovamente dimostrare il suo valore, ma non potrà farlo in via ufficiale perché viene assoldato dai servizi segreti e agirà sotto il falso nome di ingegner Morandi. Siamo negli anni Cinquanta, in pieno periodo di guerra fredda e l’Italia è all’alba dell’epoca del consumismo e del boom economico, dei primi telefoni, di Sanremo e dei tram scampanellanti. In una Bologna fredda e innevata De Luca affronta un’indagine oscura e pericolosa, in qui sono molte le parti coinvolte e non è netto il confine tra i buoni e i cattivi. Con Intrigo italiano, il primo romanzo della serie di De Luca pubblicato da Einaudi, Lucarelli dà vita ad un romanzo in cui si fondono il giallo, il thriller, il noir e lo spionaggio, costruito attraverso un plot che trova compimento e soluzione solo grazie alle doti intuitive del protagonista. Non mancano, ovviamente, i riferimenti alla cronaca del tempo, e in questo Lucarelli è un maestro: sullo sfondo c’è il caso irrisolto di Wilma Montesi; c’è un Paese che pian piano sta ripartendo dalle macerie create dal conflitto mondiale, cercando di abituarsi alla democrazia; ci sono le copertine dei periodici e dei quotidiani fedelmente riportate all’inizio di ogni capitolo. Un vortice narrativo in cui il lettore viene risucchiato, avvolto da una scrittura magnetica, tipica dell’autore, e da una trama complessa e ricca di misteri. Il classico intrigo italiano, appunto.

LEGGI L’INTERVISTA A CARLO LUCARELLI

 

 

 
 
 
 

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