Inviata speciale

Inviata speciale

Parigi, ventunesimo secolo. Il generale Bourgeaud non intende rinunciare alla sua missione e, questa volta, ha bisogno di una giovane donna. Una senza pretese, che fa ciò che le si chiede e non chiede spiegazioni. Possibilmente carina. Paul Objat pare averla trovata. Constance Coste ha trentaquattro anni, è poco qualificata, con una vita matrimoniale allo sbando. Mentre si dirige verso l’immobile che intende vendere, intuisce di essere seguita da un uomo e, poco distante, da un furgoncino. L’intuizione diventa certezza quando due uomini, quello che le era dietro e uno sbucato dal furgone, la bloccano, tenendola per le braccia. Invitandola a prendere posto nel minivan. Peccato, l’uomo in tuta da lavoro le piaceva. Tra loro avrebbe potuto nascere un’interessante liaison. Nello stesso momento, suo marito, Lou Tausk, sta andando al suo studio. Uno studio di registrazione zeppo di tastiere, sintetizzatori, drum machine e computer. Gli affari sembrano andare bene, l’ispirazione meno. Una volta tornato a casa, svuotata la tracolla, trova due buste: una contiene la foto di Constance, sua moglie, e l’altra una richiesta di riscatto. Eppure Lou decide di non andare dalla polizia. Meglio andare in fretta da Hubert, il fratellastro capace da sempre di risolvere i problemi. Nel frattempo Constance si è svegliata in un posto sconosciuto e ha davanti agli occhi tre improbabili aguzzini…

È possibile mettere insieme spionaggio internazionale, una delle hit più famose della storia della musica e una coppia in pieno naufragio sentimentale? Utilizzare una canzone pop per destabilizzare la Corea del Nord? Inviata speciale è una spy story divertente e imprevedibile, zeppa di luoghi descritti con minuziosa precisione, di personaggi sopra le righe, difficilmente classificabili e quasi sempre dal destino fallimentare, di relazioni (tutti i personaggi sono tra loro legati da affari o sentimenti), di storie. Jean Echenoz ci racconta, infatti, con un distacco che rasenta la mancanza di empatia, i percorsi di ogni singolo personaggio come in un fermo immagine, dedicando a ciascuno, di volta in volta in maniera funzionale al dipanarsi della storia, un capitolo, fino a farli confluire in un unico flusso. Tutte le storie ruotano, infatti, attorno a Constance, “la somma di molte delle donne che ho incontrato”, come affermato dallo stesso autore. Originale certamente nell’idea, interessante per lo stile ironico e per la piena padronanza che l’autore ha di ogni singola scelta stilistica, apprezzabile per l’ironia di fondo ma non sempre scorrevole nella lettura che si appesantisce di numerose digressioni e di una trama che non regge pienamente fino alla fine.



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