Invicta legio

Invicta legio

209 avanti Cristo. Publio Cornelio Scipione ha solo ventisei anni quando accetta il comando delle legioni in Spagna. Il suo lignaggio è nobile, dato che sia suo padre che suo zio sono morti nella guerra infinita che Roma ha ingaggiato con Cartagine. Sono in molti a invidiare la sua gens e a volerle male, proprio quando il conflitto ha raggiunto il suo apice. Fin da subito, in un momento così delicato della sua vita pubblica e privata, Scipione cerca il sostegno della moglie Emilia Terza e del veterano e amico Gaio Lelio, a cui lo lega una vecchia promessa fatta a sua padre di stargli a fianco per sempre. Dall’altro lato si preparano a combatterlo Asdrubale e Magone, fratelli di Annibale, con il loro generale più valente Giscone e le loro potenti truppe composte da settantacinquemila uomini e quaranta elefanti mentre, sul fronte interno, il senatore Quinto Fabio Massimo tenta con scaltrezza di sfruttare il momento di difficoltà di Roma per eliminare tutti gli avversari politici tra cui spiccano appunto gli Scipioni. Annibale avanza senza sosta e ha sconfitto le legioni a Canne. Quel che resta della V e della VI legione si trova sulla costa occidentale della Sicilia, a Lilibeo. Roma sta per subire un attacco mortale al suo cuore e solo Scipione può fermare i Cartaginesi, rallentando la loro entrata in Italia da nord…

Santiago Posteguillo è un filologo e linguista di Valencia che insegna all’università Jaume I. Invicta legio è il secondo romanzo della sua trilogia su Scipione, seguito diretto de L’Africano. Sempre con Piemme l’autore ha pubblicato nel 2013 L’Ispanico, il primo capitolo di una trilogia dedicata all’imperatore Traiano. In questo caso l’autore ha deciso di raccontare una delle pagine più tragiche della storia romana attraverso gli occhi e i sentimenti dei suoi protagonisti principali. Troviamo quindi la gelosia di Giscone verso i fratelli Barca o quella di Massinissa verso Siface in lotta per il trono dei Massili; l’amore di Scipione verso la moglie Emilia e i figli Cornelia e Publio, o ancora la passione del tribuno Gaio Lelio nei confronti della schiava egizia Netikerty. Tutto questo forse un po’ a scapito della veridicità storica, come è ammesso da una nota a inizio romanzo in cui si afferma che Invicta legio è un’opera di fantasia e tutti i fatti storici narrati sono liberamente interpretati dall’autore stesso. La presenza di tanti personaggi sulla scena, poi, rende la narrazione abbastanza frammentata.



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