Invisible monsters

Da un momento all’altro la vita può cambiare, degenerare in quello che mai ci saremmo potuti aspettare. È proprio quello che accade a Shannon Mc Farland, bella, anzi bellissima, desiderata, in carriera, soddisfatta ed ammirata: si potrebbe dire che non le manca nulla. Una vera e propria icona fashion, da copertina. E invece il destino può celarsi dietro un angolo imbracciando un fucile con il colpo in canna, letteralmente. La perfezione diventa orrore quando un proiettile ti colpisce in pieno volto mentre stai guidando e non temi nulla e, oltre a devastarti i connotati, ti annienta l’esistenza. Dalle stelle alle stalle in una frazione di secondo. Sfigurata, inguardabile, evitata e senza più la parola perché la bocca è ridotta ad un buco nero da cui può uscire solo disperazione. Tradita dal fidanzato e dalla migliore amica, diventa la parodia di se stessa. Fino a che, durante la lunga degenza in ospedale, non incontra la Principessa Brandy Alexander, in attesa dell’ultimo intervento chirurgico che la trasformerà in una donna dopo avere patito ogni tipo di sofferenza e di alterazione fisica. Inizia un viaggio per Shannon, un lungo viaggio costellato da flashback, che ha come obiettivo la riscoperta di se stessa e la vendetta per lo scherzo che la vita le ha teso e i tradimenti subiti dalle persone di cui si fidava. Tra furti in villa per fare razzia di psicofarmaci con la cui rivendita tirano a campare e colpi di scena, si giunge con il fiato sospeso al commovente epilogo, inaspettato e sconvolgente, come un tiro di fucile, per l’appunto...
Ancora una critica feroce al sistema in cui viviamo, un dito puntato con la solita ironia nera e l’ormai collaudato stile concitato e ‘frullante’ ai canoni che la società richiede per poter essere accettati. Una fotografia nitida e dettagliata della paranoica psicologia che costringe l’essere umano a cercare approvazione nello sguardo altrui, perché senza approvazione non c’è realizzazione né riconoscimento della propria identità. Uno specchio in cui possiamo ammirare o odiare l’immagine che torna indietro, riflessa, compiacendoci o detestandoci. Alle nostre spalle due occhi che ci studiano e scavano prima di decidere se regalarci un biglietto per il paradiso o per l’inferno. O sei in o sei out. Le vie di mezzo non sono contemplate. Sconvolgente e pauroso come i mostri che celiamo dentro le apparenze e con cui non abbiamo ancora imparato a fare pace.

 

 

 

 
 
 
 
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