Io cammino da sola

Io cammino da sola

“Mi sono licenziata dal posto fisso. Ho abbandonato la scrivania e la vita sedentaria perché ero infelice”. E così Alessandra ha iniziato a camminare. Fisicamente. Per curare il male di vivere, per compiersi interiormente, per spianare la strada al cambiamento. Alessandra cammina e ricorda la propria esperienza professionale, le vicende che l’hanno portata a diventare quella che è. O meglio, quella che era. È difficile abbandonare il posto fisso, ma liberatorio. E camminare da soli, in un viaggio quasi senza meta, diventa l’unica occasione per riprendersi se stessi. Alessandra ha perso entrambi i genitori ormai da dieci anni, entrambi morti per colpa di una spietata malattia. Poi c’è stato il lavoro, l’approdo al giornalismo, l’arrivo a Milano, l’amore. E quel senso di solitudine sempre presente, che trova sfogo nella scrittura. Fino a che non arriva la scelta radicale, il punto di rottura: abbandonare un lavoro ben pagato e sicuro come vice caporedattrice presso la Mondadori per cambiare, tornare in Friuli, la sua terra d’origine. Per la libertà di andare. Senza catene, senza costrizioni. Un cammino lungo, a volte faticoso. Un corpo che evidenzia gli acciacchi, che conosce la fatica e il freddo. Un corpo vivo. E libero…

Il viaggio e il cammino come terapia e rito purificatorio. Io cammino da sola di Alessandra Beltrame è questo. Anche questo. Lungi dall’essere il classico excursus alla ricerca del proprio Io, il racconto autobiografico della giornalista è piuttosto un’ammissione dei limiti e delle necessità umane. Cambiare non è mai semplice. Abbandonare un lavoro ben pagato come giornalista per ritrovare se stessi ancora meno. Quanti sarebbero disposti a farlo? A quale prezzo? Per quale ragione? Iniziando il suo cammino Alessandra supera le proprie paure, si avvia per la Via Francigena in inverno, senza compagni di percorso, “per sentire il suo silenzio”. Quel silenzio che non c’è mai stato. Imparare ad ascoltare se stessa e ciò che la circonda. Finalmente. Per guardare avanti e curare la propria solitudine interiore. Lungi dall’essere un racconto banale e sentimentalista, Io cammino da sola è una sorta di documentario. Con lo stile giornalistico che la contraddistingue, Alessandra osserva la propria vita e la racconta con sguardo di analisi, a volte quasi distaccato. Apprezza la lentezza del mondo e delle cose, dopo anni trascorsi a rincorrere la carriera. Il cammino, la lentezza, il silenzio, regalano la libertà. Non quella economica né materiale, ma la libertà di essere se stessi. Con le proprie paure. Con la propria umanità.



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