Io e Billy

Io e Billy
È l’estate del 2011 nelle Highlands. Il paesaggio è spettacolare. I raggi del sole danzano sul fiume, in un formidabile gioco di colori. Ogni tanto si vede un pescatore, in attesa che un salmone o una trota si immoli sul suo amo. Anche Louise, in fondo, è in viaggio per una sorta di battuta di pesca. Al volante c’è Chris, il marito. Sul sedile posteriore i figli, Pippa, sei mesi, e Fraser, tre anni. A diciotto mesi a Fraser è stato diagnosticato l’autismo. Da un po’ di tempo Fraser si mostra interessato a Toby. Il gatto di casa. Che però non è molto socievole. Ma a Louise è venuta lo stesso l’idea di andare in un gattile. A conoscere Billy…
Un adagio celeberrimo in merito al mondo della politica americana invita qualsiasi parlamentare statunitense che voglia avere un vero amico a Washington a prendersi un cane. Qui siamo nel Regno Unito, gli intrighi di palazzo e le mediazioni per l’approvazione di un determinato disegno di legge con tutta probabilità occupano la zona retrocessione della classifica degli interessi di Chris, Louise, Pippa e Fraser, e non si parla di un cane, ma di un gatto. Che è la finestra attraverso la quale Fraser può affacciarsi al mondo. Commovente, tenero, dolce, scritto bene, in continuo crescendo. Come l’amore di una madre.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER