Io e te all’alba

Io e te all’alba

Danimarca. Nella zona di mare denominata Limfjord i cadaveri di due adolescenti vengono tirati su dall’acqua. Sono ammanettati uno all’altra. Non sanno da quanto siano lì sotto, uno quando muore perde un po’ il senso del tempo. Forse li hanno ammazzati, ma non vi è nessun segno di forza o resistenza sui loro corpi. Louise vorrebbe restare vicina così a Liam ancora per un po’, tanto per far pace con l’idea di doversi separare da lui. Ma poi nella stanza entra sua madre che si mette a urlare, e papà ordina al medico di tagliare la catenella che unisce le manette. Perché è colpa di Liam se Louise è morta. Così i due ragazzi stanno semplicemente lì, ognuno sul proprio tavolo d’acciaio: lei ha diciassette anni, lui diciannove. Louise vorrebbe solo dire a sua madre di non piangere più, vorrebbe solo far scivolare la mano in quella di Liam e descriverle l’alba mentre erano lassù, ripeterle tutto quello che si sono detti prima di gettarsi nell’acqua fredda, perché quelle parole l’hanno quasi fatto diventare bello. E vorrebbe raccontare a suo padre tutta la storia, quella vera. Ma, evidentemente, questa è una delle cose che non si possono fare da morti…

Scritto a quattro mani, Io e te all’alba è la storia di due adolescenti che rischiano tutto per amore, fino ad arrivare alla scelta irreversibile di un suicidio che li terrà uniti per sempre. La storia ci viene raccontata in prima persona da Louise, narratore onnisciente che parla dall’aldilà, descrivendoci gli eventi che l’hanno portata alla morte. Il linguaggio è semplice e diretto, e non ha paura di rappresentare in maniera schietta anche gli episodi più dolorosi, facendo attenzione a non enfatizzare il suicidio come atto celebrativo. Un romanzo aspro fra sesso, droga e morte, in cui la vita si prende a mani nude e ogni situazione, sentimento ed emozione è gridato a voce alta. Gli ingredienti per essere una bella storia ci sono tutti: un amore struggente, il dolore, la paura, l’avventura. C’è qualcosa che assomiglia alla vita vera raccontata in maniera epica. E certo verrebbe facile paragonare Louise e Liam a Romeo e Giulietta: ma qui ci si deve fermare. Perché ciò che ha fatto di Romeo e Giulietta un capolavoro universale non è stato tanto l’intreccio (se dovessimo riassumerne la trama potremmo farlo in poche parole), quanto il linguaggio, la poesia, la parola scritta. Qui invece si è persa l’occasione per trovare un linguaggio poetico moderno che possa stimolare, commuovere e appassionare.



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