Io sono qui

Io sono qui
Una promessa infranta sullo sfondo della partita Italia-Brasile del mondiale ’82, un folletto capace in sogno di riportare in vita un padre scomparso, un ragazzino che si spaccia per Dio con i suoi compagni di classe, un tuffo nel passato durante la costruzione della cupola del Brunelleschi a Firenze, la strana visita di un principe in una terra nella quale tutto gira al contrario, un tenero colloquio con un fratellino ancora in pancia, la cruda realtà della fame, il paese più triste del mondo illuminato dal sorriso di un ragazzino, le forme della vita attraverso gli occhi di un bimbo cieco, la vera storia della Torre di Pisa costruita da un giovane “pendente”, un tuffo nei ricordi d’infanzia attraverso le pagine di un album fotografico, la reazione del piccolo Michele alla notizia che la Terra scomparirà tra quattro miliardi di anni dentro al Sole, le parole indimenticabili di una nonna al nipotino…
Luoghi fantastici, frammenti di vita, ricordi e immagini che lasciano il segno. Il mondo raccontato attraverso un unico obiettivo meraviglioso: l’occhio dei bambini. La realtà visitata attraverso quella sottile linea di inconsapevolezza che contraddistingue i 'piccoli' da sempre, il loro stupore verso gli eventi più comuni, la profondità verso gli avvenimenti più superficiali, la bellezza della loro ingenuità. Quindici racconti capaci di squarciare il tempo e di trasportarci al di là di quella linea d’ombra che ci portiamo dentro, verso quel terreno già battuto che però non ricordiamo o non vogliamo ricordare, troppo immersi nel mondo metallico della vita dei grandi. Abatiello Pascal, classe 1979, al suo secondo libro dopo Un respiro dentro l'arcobaleno comincia a mostrare il suo spessore: lo stile si fa più maturo e vagamente lirico, la realtà si fonde con la fantasia in un continuo volgere di emozioni, la capacità di immortalare gli attimi è degna di un quadro di Courbet. Io sono qui è un viaggio attraverso la bellezza del mondo che ognuno porta dentro di sé e che si manifesta attraverso mille spoglie, in attimi che hanno il senso di una vita. L’infanzia come simbolo di un bene prezioso da salvaguardare per sempre, con ogni mezzo. Abatiello è un narratore di emozioni al di là di qualsiasi schema, un osservatore impeccabile.

 

 

 
 
 
 
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