#ioquestamelasposo

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Agata è una professionista non del tutto affermata. La incontriamo dopo che la sua compagna l’ha lasciata per la seconda volta, scomparendo dalla sua vita. Quelli che erano i suoi sogni, i suoi desideri, i suoi ritmi fino a quel momento vengono strvolti e Agata si trova a dover affrontare la vita da un’altra prospettiva. Ma non vuole soccombere a questa decisione, non vuole rimanere da sola e per la prima volta fa una cosa che fino a pochi mesi prima non avrebbe mai nemmeno immaginato. Su consiglio di una sua amica scarica sul cellulare una app, “Grace la principessa dei tuoi sogni”, che le consente di individuare e chattare donne e ragazze come lei in cerca di un contatto, un’avventura o qualcosa di più. Si crea un profilo, sceglie una foto accattivante di Annemarie Schwarzenbach, in onore della scrittrice e fotografa svizzera icona lesbica, e da lì, dopo un inizio goffo e deludente, parte il suo viaggio all’interno dell’universo femminile delle chat collezionando un catalogo di tipologie femminili insolite e spiazzanti…

Dalla Sicilia a Milano, Agata Baronello lavora nella comunicazione e mantenendo rigorosamente l’anonimato su luoghi e persone ma riproponendo con precisione ciò che le è realmente accaduto nell’arco di due anni, racconta gli incontri amorosi, i desideri, le passioni, le perversioni, le abitudini intime di un vasto repertorio umano. Dalla violinista limonatrice indefessa ed instancabile alla paesana vestita a festa che sa accenderla solo in chat, dalla studentessa ventitreenne che sale su un aereo per incontrarla senza sapere neanche il suo nome alla lesbica di destra snob, razzista e omofoba: tutte collezionate come figurine. Un inventario impietoso, quello qui riportato sotto forma di diario, che accende un riflettore su un sottobosco umano ben poco edificante e che liquida solitudini, difficoltà e assenze nel tempo di un “tlin” dello smartphone. Un libro che fa riflettere sulla adolescenza mai conclusa di certe persone che ad una mancata maturità e crescita personale sostituiscono periodi di totale leggerezza. Probabilmente storie e un format più adatti per il blog da cui è nata, come racconta la stessa autrice, l’idea del libro.



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