Iris ‒ Un amore meccanico

Iris ‒ Un amore meccanico

In un futuro non troppo lontano, gli esseri umani convivono con gli androidi, ai quali hanno ormai demandato - oltre che i lavori di manovalanza - anche altri tipi di attività lecite e non. Inevitabilmente, la convivenza con lˊintelligenza artificiale finisce per diventare una lotta di classe per la sopravvivenza delle macchine, con tanto di spietate fazioni estremiste. In questo complesso scenario sociale, Eliot Lazar è un heartbeat (altro modo per definire il genere umano) che si occupa di vendere lotti di forza lavoro cibernetica destinata a compiti pesanti nel settore edile ed estrattivo. Lˊuomo nasconde uno scomodo segreto: da tempo porta avanti una relazione con la bella spinner (altro modo per definire i robot) Iris, modello Hasegawa C-900, caratterizzato da una misteriosa macchia rossa in un occhio. I due progettano una fuga in barca verso lˊisola Avernus, ultimo baluardo della speranza di una convivenza pacifica tra le due “razze”. Quando ormai tutto sembra pianificato, Iris scompare senza lasciare traccia. Una volta realizzato che si tratta di un rapimento con lo scopo di rivendere le parti della sua amata, Eliot si lancia in una disperata ricerca che lo porterà a scoprire una tremenda e triste realtà...

Il fatto che Judd Trichter sia uno sceneggiatore di cinema e TV è facilmente intuibile dallo stile di scrittura scorrevole e dallˊabilità nel costruire trame coinvolgenti. Infatti, se da una parte Iris - Un amore meccanico è un romanzo avvincente, dallˊaltra porta molto poco di nuovo al genere fantascientifico, al quale chiede solo in prestito contesti e ambientazioni per una storia che avrebbe potuto svolgersi in ogni tempo e in ogni luogo. Proprio da questo aspetto scaturisce il più grosso difetto del libro, cioè la difficoltà nel trovare una particolare collocazione nellˊimmensa giungla delle fasce di lettori. Gli amanti del thriller potrebbero trovare indigesto lo scenario futuristico; ancora peggio potrebbe andare agli appassionati di fantascienza, che si troverebbero invece impantanati in una moltitudine di citazioni di trentˊanni di film, libri, fumetti e anime. Lˊerrore di Judd Trichter sta nel voler forzatamente trasferire nel suo romanzo il fascino della storia e dei personaggi di Blade Runner e, per osmosi, anche di tutte quelle opere di cui il film di Ridley Scott è stato il capostipite. Il risultato, purtroppo, è un prodotto letterario che supera la linea di confine del citazionismo, per finire volutamente nellˊarida terra del déjà-vu.



 

 

 

 
 
 
 

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