Islampunk

Islampunk
Buffalo, Stati Uniti. Yusuf è uno studente pakistano di Ingegneria ed è con lui che entriamo nella casa dove abita insieme a Umar, Muzzamil, Rabeya e Jehangir, tutti devoti alla stessa fede: l’Islam e il Punk. Il ritmo quotidiano è scandito da musica hardcore e preghiere, e in breve ci si accorge che la religione è cosa ben diversa dalla tradizione ed è quest’ultima forse che allontana gli uomini. La vita in questa popolata 'comune' è il classico menage di chi si ritrova a vivere gli anni dell’università lontano dalla casa materna. Umar è il più integralista di tutti: non beve, non fuma, non si droga e non fa sesso promiscuo sebbene ceda alla vanità del tatuaggio. Jehangir è il mistico carismatico californiano, che fuma e suona la chitarra elettrica, Muzammil è il meno tollerante nei confronti di certi principi omofobici della sua religione. Ma quando è l’ora, tutti si ritrovano a sotterrare le loro asce di guerra e a pregare insieme, gli uomini da una parte e Rabeya nella sua stanza. Lei è l’unica donna della casa, femminista convinta che da dietro il burqa ricoperto di spille dei suoi gruppi punk preferiti, quando le viene chiesto come mai si copra tanto risponde: “Non ti è mai capitato di non volere che gli altri ti guardino?” dimostrando così che quello che secondo i pregiudizi può sembrare solo una costrizione, potrebbe anche essere una scelta. Ed è ancora Rabeya che rompe i legami con l’ortodossia, portando alla luce l’immagine di un Islam più libero. Così, quando le si contestano dei versetti che legittimano gli uomini a picchiare le donne cancellati dal suo Corano, lei ammette: “Ho studiato quell’ayat da cima a fondo. Ho esaminato le teorie di tutti gli studiosi, anche quelli progressivi. Poi mi sono detta: Vaffanculo. L’ho cancellato. Ora quel Corano mi piace di più.” Il burqa è il simbolo che ha reso inviso l’Islam in tutto il mondo, lo si è sempre considerato come un castigo, un modo per nascondere e salvaguardare le donne dall’animalità degli uomini, al punto che in una delle tante discussioni sulla religione all’interno della casa, arriva anche questa riflessione: “Se sei un uomo nell’Islam, la spiritualità femminile è come una terra remota di cui puoi soltanto leggere qualcosa. Le donne pregano lontano, sui balconi o dietro tramezzi, e non senti mai una voce femminile nella jumaa…gli uomini non possono stare vicino alle donne senza fare pensieri osceni…merda, perché allora non siamo noi quelli dietro i tramezzi?” Alla fine del romanzo ecco l’ultima provocazione contro il simbolo: Yasuf trova alcuni oggetti nella sua camera appartenuti agli amici e fra questi anche un burqa, lo indossa da solo, lontano da ogni sguardo, chiuso nella sua intimità: “Mi sono seduto sul letto, incapace di vedere a destra e a sinistra, solo davanti. Mi sono sentito come un cavallo con i paraocchi. Sotto ero completamente nudo…Non so cosa significhi, ma sono venuto nel burqua. A volte il sesso fornisce prospettive diverse”...
Che questa storia sarebbe stata una bomba lo prometteva anche il titolo, che sia nell’originale The Taqwacores che anche nel nostrano Islampunk, accosta due termini in stridente contraddizione: la tradizione religiosa e il rifiuto di ogni conformismo. La cosa veramente innovativa del romanzo (che resta sempre un testo punk e dunque di non semplice lettura e i cui dialoghi spesso sono un po’ forzati, al punto che ci si domanda come avrebbe potuto essere la versione originale non tradotta,) la cosa innovativa, dicevo, è che emerge una specie di rispettoso ossequio che nutriamo, noi occidentali, nei confronti dell’Islam. Più una riverenza che un rispetto vero e proprio. E questo è tipico di un atteggiamento ignorante e pigro che preferisce “non avere problemi”, “non immischiarsi” più ancora che comprendere. In un certo senso è proprio il tipo di chiusura mentale che questo libro distrugge completamente. Consiglierei questo romanzo a quanti non si accontentano di una definizione, ma le cose le vogliono comprendere, e a chi crede che le nuove generazioni renderanno questo mondo migliore.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER