Istantanee

Istantanee

In guerra non ci si deve preoccupare di morire. Lo ricorda un oste triestino prima costretto a collaborare con i tedeschi per evitare di essere deportato in Germania, poi arruolato dai partigiani. D’altra parte “morire fa parte dei rischi del mestiere di vivere”… In una foto del 1905 scattata da Geraldine Moodie si vede l’immagine di una donna inuit, Koo-tuck-tuck. A colpire in modo particolare è il suo volto di una bellezza fiera e malinconica. La didascalia recita che è sordomuta, una menomazione terribile per sopravvivere in terre selvagge, dove ogni rumore può essere un pericolo. Lo sguardo di Koo-tuck-tuck dice di una solitudine immensa “simile all’amore”… Un illustre matematico si sorprende di vedere il suo corso ultra specialistico frequentato da un vasto pubblico. Dopo alcune lezioni scopre che nessuno o quasi è interessato alle sue dissertazioni: tutti accorrono nella sua aula semplicemente per accaparrarsi i posti per poter ascoltare il docente successivo, Roland Barthes. In fondo non c’è molta differenza tra le spiegazioni del matematico e le molte conferenze che si tengono in giro, in entrambe vi partecipa una discreta folla annoiata e disattenta…

Come indicato dal titolo, Istantanee è una raccolta di brevi testi, di immagini veloci, di scatti narrativi, che sfuggono a una categorizzazione di genere, caratterizzata da uno stile ironico e aforistico che porta a riflettere sul mondo. Claudio Magris, attraverso pochi illuminanti tratti di scrittura, racconta con sofferenza e umorismo di stampo pirandelliano la condizione umana, percepita come meccanismo caotico e paradossale e soprattutto come vita inautentica. Ai suoi occhi l’esistenza appare un grande teatro in cui uomini e donne sono “reclute del destino messe in riga nelle loro uniformi”. Nella confusione dell’oggi lo scrittore triestino cerca tra conformismi, presunzioni, ostentazioni, inconsistenze, ipocrisie, uno straccio di verità, anche brutale ma onesta, che forse si può incontrare casualmente nell’”esigenza di riservatezza” e nella “volontà di resistenza” di un carcerato come nelle attenzioni di un gruppo di ragazzi e ragazze verso uno sconosciuto che si para davanti loro. Il Magris di Istantanee è volutamente minimale, ma di un minimalismo profondamente etico che non fa sconti a nessuno e prima di tutti a se stesso.



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