Istruzioni per rendersi infelici

Istruzioni per rendersi infelici
Secondo Paul Watzlawick è finalmente giunta l’ora di farla finita con la favola millenaria secondo cui felicità, beatitudine e serenità sono mete desiderabili della nostra vita. Troppo a lungo abbiamo creduto che la ricerca della felicità ci conducesse, alla lunga, alla felicità stessa. Per di più è il concetto di “felicità” ad essere così tanto caleidoscopico da sfuggirci come sabbia tra le mani. La vita di ognuno è costellata da momenti di grande infelicità, di dolore. Che cosa saremo noi senza il dolore e la sofferenza? Non sono, essi stessi, tremendamente necessari nel nostro percorso individuale? Chi si lascia sommergere, ogni giorno, da manuali per essere felice rischia di essere travolto. Il numero di persone che con le proprie mani costruiscono, con estrema perizia ed impegno, la propria infelicità è altissimo. Tutti possono essere infelici, ma “rendersi” infelici è diventata una vera e propria arte che con abilità mettiamo in campo ogni giorno della nostra vita...
Paul Watzlawick, psicologo e filosofo, eminente esponente della scuola di Palo Alto, è stato tra i fondatori e tra i maggiori esponenti dell’approccio sistemico. In un agile volumetto riesce a mettere a nudo molte delle nostre quotidiane tecniche per somministrarci una dose di “infelicità”. Un esempio su tutti: le profezie che si realizzano da sé. Quanti hanno, almeno una volta nella vita, ipotizzato che un dato evento avrebbe avuto un esisto e poi quello stesso esito è divenuto realtà? Ma è perché, fatalmente, le cose sarebbero andate così o quello che è avvenuto è perché abbiamo fatto sì, con il nostro atteggiamento e la nostra predisposizione mentale, che accadesse? Chiunque legga questo saggio non può non riconoscere una parte di se stesso e di come affronta la quotidianità ed il rapporto con gli altri. Basta davvero poco per rendersi infelici. Basta però sapere che siamo artefici sia della nostra felicità che della nostra infelicità per provare a farci cambiare il modo di approcciare al mondo che ci circonda e a far sì che si possa avere un atteggiamento diverso da quello che fino ad oggi abbiamo sempre avuto. Watzlawick lascia a Dostoevskij la conclusione: “L’uomo è infelice perché non sa di essere felice”. 

 

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