Italia

Italia
“Gli esseri umani sono tutti uguali, sono la stessa vita raccontata in mille modi diversi, e alla fine una storia vale l'altra perché la storia è una sola”. Le hanno insegnato questo all'Istituto, ma Italia rappresenta l'eccezione alla regola del “tutti uguali”; forse perché non fa parte di quei “tutti”, o forse perché quei “tutti” ce li ha dentro. Affidabile metronomo dei battiti aritmici di un focolare domestico, Italia è il motore non immobile di casa Marziali. E forse nemmeno la famiglia Marziali l'ha mai considerata come un “essere umano”, e come tale portatrice di desideri, speranze, nervi, sogni. Italia è  l'elettrodomestico pensante dolce e perfetto. Intorno a lei tutto nasce, cresce, fiorisce, sfiorisce e muore, eppure Italia è sempre lì, uguale a se stessa, come una quercia millenaria che sorregge i rami al freddo, al vento, alla pioggia, e senza mai domandarsi in che modo andare avanti. Come un letto sul quale ci addormentiamo la sera, o dove ci appoggiamo di giorno quando ci sentiamo stanchi, ma al quale non pensiamo mai di chiedere “come stai?”. Casa Marziali vibra di emozioni, aspettative, pulsioni; ogni stanza racconta una storia diversa: quella del rigoroso ingegnere dal passato oscuro, della moglie annoiata dalla vita, sedata da un'esistenza “solitaria” e borghese, e quelle dei loro tre figli, ognuno in fuga da qualcosa, alla ricerca di un senso alla vita. Tancredi lo cerca nell'eversione, Giovanni nella scrittura, Marianna nell'amore. Quel senso non lo troveranno mai. Lo troverà Italia, invece, drammaticamente imprigionata nel proprio ruolo, per sempre...
Vivere la vita soltanto la domenica e il giovedì pomeriggio o soltanto pensare di averne una, di vita, in quelle diciotto ore, ti toglie l'interesse alla vita stessa, la tua. Ciò che ti porta avanti, Italia, è quell'ambizione ininterrotta e spontanea alla cura degli altri. Infaticabile, nelle tue vesti immacolate, non piangi mai, un lusso che quelle come te non possono concedersi. In casa Marziali, ordinata e pulita, freme il disordine delle illusioni; quelle confuse aspirazioni, spesso insensate, che accogli nel tuo seno. Non giudichi mai, ma osservi e agisci, tamponi le ferite; sei il magnete che attrae i frammenti metallici dei cuori; li accarezzi, li culli e resti a guardarli mentre si arrugginiscono. La tua storia abbraccia un destino molto più ampio che quello della sola famiglia Marziali; è il ritratto di un Paese smarrito, inconsapevolmente meschino e destinato al fallimento. Nonostante ciò, la tua incrollabile dolcezza ci ricorda quanto tutto sia fragile e, proprio per questo, fa nascere in noi una nuova e rinnovata speranza. Leggerti ci fa pensare ai parchi pubblici o ai tavolini dei bar, la domenica o il giovedì pomeriggio. L'incrocio di destini ai quali non associamo mai un amore, una vita, un desiderio, e che invece sono come noi, e in molti casi più di noi.

 

 

 

 
 
 
 
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