Italia reloaded

Italia reloaded
Qual è il ruolo della cultura in Italia? Come “funziona” la produzione culturale nel nostro paese? Come e in quale misura innovazione e tradizione influenzano la fruizione e la partecipazione dei cittadini alla cultura? L’Italia ha nel suo DNA il suo patrimonio culturale: in questi ultimi trent’anni la classe dirigente, una buona parte dell’opinione pubblica, è rimasta avvinghiata ad un’idea di “cultura” che segue schemi e tradizioni ormai obsoleti. Tentiamo a più riprese di “conservare” il nostro patrimonio culturale. Peccato che continuando a preservarlo, abbiamo gettato le basi per una vera e propria “tomba” del patrimonio artistico che ospita tutto quello che abbiamo sistematicamente rimosso dalla memoria comune e ci ha spinti ad una completa amnesia e ad una paralisi creativa da cui non riusciamo a svegliarci per ricominciare semplicemente a ricostruire l’identità collettiva del nostro paese...
Christian Caliandro, storico dell’arte e ricercatore presso la Fondazione Università IULM di Milano, e Pier Luigi Sacco, professore ordinario di Economia della cultura presso l’Università IULM di Milano, hanno scritto un saggio a quattro mani estremamente interessante e allo stesso tempo complesso. Provare a ripartire dalla cultura si può, anzi si deve. Così come si deve superare e far pace con gli anni Settanta, considerati dagli autori – e anche da moltissimi storici – un decennio non da “rimuovere” dalla memoria e da bollare con facili etichette, ma un periodo estremamente fertile (nella sua terribile complessità di trame sociali e politiche) da cui ripartire e con cui fare i conti. Il sistema di produzione culturale italiano è ripiegato su se stesso: restano le “città museo”, Venezia, Roma, Firenze, nuovi “parchi di divertimento” in perfetto stile Disney, in cui il cittadino è solo spettatore passivo e mai proattivo. Caliandro e Sacco ripercorrono le forme con cui gli artisti si sono attrezzati negli ultimi anni per provare a decodificare il presente: dalla formulazione della categoria interpretativa del New Italian Epic da parte dei Wu Ming, fino al dibattito scatenato dalle affermazioni di Alessandro Baricco riguardo alla cancellazione di ogni contributo pubblico agli spettacoli teatrali e alle manifestazioni culturali, a favore dell’investimento nell’educazione scolastica e televisiva. La proposta degli autori, per dirla in breve, è riuscire a rendere proattiva la cultura, svecchiarla e utilizzare in modo adeguato le nuove forme collaborative e di partecipazione (si pensi semplicemente alla circolazione delle idee nella rete, nei social network e in quel che, per semplificare, è definito “web 2.0”). L’Italia non può restare, come ha scritto Giorgio Vasta, un “paese a somma zero”. 

 

 

 

 
 
 
 
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