Italia sì, Italia no

Italia sì, Italia no
Nel suo discorso sulla democrazia rivolto ai cittadini ateniesi, nel 461 a.c., Pericle spiegava come “un cittadino non si possa occupare dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private”. Anche Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti, qualche anno dopo la nascita della Repubblica italiana spiegava in un celebre incontro con gli studenti quali fossero i valori portanti contenuti nella nostra Costituzione. È con questo doppio incipit che si apre la breve “orazione civile” di Margherita Hack. Come a ricordare quali siano i principi di base che regolano il nostro sistema politico, troppo spesso vanificati dagli atti della nostra classe dirigente. Ma come dovrebbero esser messi in pratica questi principi? Ed è così che la scienziata passa in rassegna quelli che ritiene siano alcuni dei temi più importanti per il presente e il futuro del nostro Paese: dalla necessità di promuovere una reale uguaglianza tra i sessi ed il miglioramento della condizione femminile all'importanza di dare una spinta forte alla cura dell'ambiente attraverso la diffusione delle energie rinnovabili e del trasporto metropolitano su rotaia. Ciò che si dovrebbe limitare con forza invece è l'ingerenza della Chiesa cattolica nelle vicende politiche e nell'approvazione delle leggi dello Stato italiano. Basti pensare ai continui impedimenti posti sul testamento biologico, sulla fecondazione assistita o sul riconoscimento delle coppie di fatto…
Questo piccolo libro, finito di scrivere dalla Hack in ospedale soltanto due giorni prima di spegnersi, ha il grande merito di restituirci un ritratto ben delineato di una persona che ha contribuito fortemente ad alimentare e a proteggere le caratteristiche laiche della nostra cultura. È il testamento spirituale di chi, con una sincerità e una trasparenza estrema, si è schierata sempre a favore delle battaglie per le libertà e i diritti degli esseri viventi, uomini o animali che siano. In ogni pagina sembra quasi di risentire la caratteristica voce dell'astrofisica che con passione, fino ai suoi ultimi giorni di vita, ha voluto dedicarsi all'impegno civile. E, anche se non siamo davanti ad un saggio o ad un'analisi approfondita della situazione socio-politica italiana, sono tanti gli spunti di riflessione e i suggerimenti che potrebbero essere raccolti per continuare con successo le battaglie “laiche” a cui la Hack tanto era legata. “L'Italia che vorrei?” - scrive l'autrice nel finale – “Un Paese più maturo e tollerante, ma soprattutto responsabile e rispettoso della libertà altrui”. Come darle torto?

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