Italian way of cooking

Italian way of cooking

Nero Bonelli è il cuoco e proprietario del ristorante “Al Gallo Nero”, immerso nelle colline del Chianti, ma la notte del 9 luglio si trova in tutt’altro luogo. In un bosco, con un sacco e una pala. Per seppellire per sempre quell’essere simile a un cagnaccio, o a una scimmia, ma molto più grande, che ha spaventato a morte i suoi due figlioli. Per fortuna un cuoco ha sempre una lama nella manica e le mani allenate a muoversi rapide per infilzare, disossare, sfilettare. Proprio quando sta per eseguire la missione, ecco spuntare il maresciallo Santo Patanè, il comandante della stazione dei Carabinieri di Castelnuovo Berardenga. Sembra alquanto sospettoso. Per forza, ricorda all’improvviso Nero: tutta la provincia senese (e non solo) è agitata dal killer “enalotto”, un efferato criminale che pare si nasconda proprio nella zona. A Nero non resta altro da fare che riportare il mostro zannuto al suo ristorante e farsi venire qualche brillante idea per smaltirlo senza che nessuno si accorga che è diventato un assassino di mostri. Comincia ad appezzarlo, come fa solitamente col manzo, e proprio da questo gesto quotidiano gli viene un’idea che, forse, potrebbe funzionare ed evitargli ulteriori domande da parte del commissario, dei suoi dipendenti e delle persone del paese. Quei pezzi di carne di mostro, ora del tutto simili a spezzatino, sembrano fatti appositamente per finire in padella insieme a milza e fegatini di pollo. Un ingrediente segreto. Minimo. Innocuo e delizioso. Già, la strana scoperta del cuoco è infatti proprio il gusto straordinario della carne di mostro…

Marco Cardone delizia il lettore con un noir atipico, in cui a un banale assassino con pistola o coltello si sostituiscono una serie di figure che hanno nel genere fantastico e horror la loro terra di elezione. Mostri, esseri inquietanti con zanne affilate, unghie molto lunghe, occhi gialli fosforescenti, irte di peli sulla schiena. Il bestiario, in questo racconto lungo in cui si respira il profumo delle colline del Chianti, è inventato appositamente ai fini della storia. Nessun basilisco e nessuna chimera, solo “bisso-galeto del Chianti” e “ungumano”, due specie agli antipodi non solo per il gusto, ma anche per le proprietà nutrizionali e a quanto pare afrodisiache. Il libro infatti si basa, oltre che sulla ricerca parallela del killer enalotto da parte del commissario e di nuovi mostri da assaggiare e servire, su una serie di gag e botta e risposta fra Nero e i suoi dipendenti, la sua ex moglie e la sua nuova fidanzata, dialoghi scritti rigorosamente con la parlata e i brillanti intercalari toscani – in cui a “Maremma” ci si può legare qualsiasi cosa venga in mente in riferimento a ciò che accade sul momento e al guizzo artistico di chi parla. Proprio per quest’ultimo motivo è un peccato che si sia scelto un titolo esterofilo che non rende alcuna giustizia allo spirito goliardico di questo divertente giallo, in cui la risoluzione non regge il passo con la veste comica, decisamente più spiccata e piacevole della parte investigativa. Il libro è corredato di un Ricettario Mostruoso composto da dieci ricette a base di mostro scritte da altrettanti autori individuati dalla casa editrice come provetti cuochi bestiali.



 

 

 

 
 
 
 

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