Italiopoli

Italiopoli
Un deserto. Una palude. Un terreno di conquista. Che spregiudicati faccendieri di destra e sinistra si spartiscono senza nemmeno combattere troppo, da buoni amici. E' l'Italia di oggi, alla mercé di un brulicante basso impero che conviene a molti perché sfama troppi, finché dura. Dal disastro della RAI al pasticcio dell'indulto, dalle trame dei servizi segreti alle truffe della Finanziaria (vedi alla voce Fuda), dalla 'pasionaria' Sabrina Ferilli al Bagaglino con la sua satira/cronaca, dagli chef lottizzati alle omissioni barbariche, dai figli di papà ai figli di e basta, la voce fuori dal coro di un giornalista racconta l'orrore di un Paese che corre verso il baratro pigiando a manetta sull'acceleratore, mentre a bordo del pullmann si canta il disco dell'estate...
Il violento pamphlet di Oliviero Beha (prefazione di Beppe Grillo, e chi meglio di lui) rappresenta l'esordio della casa editrice multimediale Chiarelettere, nata su iniziativa di Lorenzo Fazio, già direttore editoriale della BUR dal 2003 al 2006 e dirigente Einaudi dal 1992 al 2003, e del Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Un editore che dà e darà spazio - da esplicito manifesto programmatico - soprattutto a grandi firme del giornalismo 'contro', di quello che ha fatto dell'inchiesta senza compromessi, del rifiuto del pensiero unico la sua cifra stilistica e filosofica. Senza dubbio il caso di questo Italiopoli, una cavalcata disgustosa e disgustata tra gli scempi nostrani che il giornalista ex conduttore televisivo e radiofonico (prima che su di lui cadesse il sipario del boicottaggio e dell'ostracismo) sembra fare senza riprendere fiato, scrivendo direttamente in bella e senza stare tanto a correggere, calibrare, cassare, meditare. Un vento impetuoso di parole e sdegno che arruffa i capelli e arrossa le guance.

Leggi l'intervista a Oliviero Beha

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