James Hook - Il pirata che navigò in cielo

James Hook - Il pirata che navigò in cielo

L’Eton College, fondato nel 1440 da Enrico IV, è uno dei più famosi e rinomati college del Berkshire. Situato a pochi metri da Windsor e a circa 20 miglia di distanza da Crowthorne, Eton è famoso non solo per l’educazione ma anche per la rigidità che offre ai suoi studenti (il Flogging Day è il giorno dedicato alle percosse ed è una antica tradizione). Tre sono i gruppi “sociali” che il college offre ai suoi allievi: la Eton Society, conosciuta anche come Pop; i Sixth From Select e infine gli House Captain. A James M. Turner, matricola brillante, è stato chiesto sia dai primi che dai secondi di far parte dei loro gruppi, ma James ha rifiutato, per non distrarsi dal suo obiettivo primario: lo studio. Ma a Eton nessun può rifiutare l’onore di essere un Pop e ormai per James il Flogging Day è diventato la tradizione che conclude le giornate. Per questo, quando quella notte James si sveglia nel cuore della notte sentendo un ticchettio vicino alla sua finestra, il pensiero va dritto a loro: magari hanno escogitato una nuova modalità per disturbarlo e fargli perdere anche quel poco di calma che la notte concede a tutti. Eppure dopo aver lasciato il letto caldo per avvicinarsi alla finestra, James scopre che vicino al vetro non c’è nessuno dei ragazzi che ha imparato a riconoscere anche da lontano; solo un’ombra che, protesa verso di lui, continua a picchiettare e far segno di voler entrare…

“Ho sempre provato tanta tenerezza per James e mi sono posto tantissimi quesiti: cosa aveva da essere felice, perché quell’uncino gli donava così tanta sicurezza e soprattutto perché lui, un adulto, era all’Isola che non C’è. Ho subito cercato delle risposte e mi sono accorto che Barrie non le ha mai date. Tantissime domande, ma nessuna risposta”. È da questo bisogno di risposte che nasce James Hook - Il pirata che navigò in cielo, romanzo d’esordio di Mario Petillo, sceneggiatore, storyteller e giornalista, che mescola la fantasia agli elementi forniti da J.M. Barrie nel 1911, quando per la prima volta fece conoscere al grande pubblico Peter Pan e il suo acerrimo nemico, Capitan Uncino. Abituati da sempre a vederlo come un “villain”, sorprende e non poco scoprire come James Turner – questo il suo vero nome – in realtà fosse un ragazzo innamorato profondamente della poesia e con un unico obiettivo, quello di studiare. La storia è narrata direttamente da Hook che, in un giorno di calma piatta, ripercorre la sua vita: per la prima volta i ruoli si invertono e si scopre che il cattivo in realtà è Peter Pan, reo di aver rapito James all’età di quattordici anni e di averlo trascinato contro la sua volontà sull’Isola che Non C’è. Tutto allora appare chiaro: l’odio, la vendetta e la rabbia che tanto hanno caratterizzato l’Uncino che conosciamo; un uomo che, allo stesso modo di Edmond Dantes, è disposto a sacrificare tutto pur di ottenere la sua rivalsa. Un romanzo che riabilita la figura di quel cattivo tragicomico tratteggiato da Walt Disney: “James è un vinto, quindi una vittima. Peter è un carnefice in tutto e per tutto. […] Tiene sotto scacco l’intera Isola e nei suoi sorrisi si nasconde il suo essere despota, tiranno e dittatore perpetuo. James prova a sovvertire l’ordine delle cose”. Nonostante la lentezza di alcuni capitoli iniziali (che tuttavia servono per dare coordinate spazio temporali ben precise), la narrazione scorre rapidamente e cattura il lettore che, forse per la prima volta, si trova a parteggiare per Hook sperando che, prima o poi, riesca a mettere le mani su Peter Pan.



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