Jane e l'eredità di Sua Signoria

Jane e l'eredità di Sua Signoria
Un piccolo cottage nell’Hampshire, un cadavere in cantina e un tesoro di valore inestimabile: per Jane, che dopo il trasferimento a Chawton College  deve affrontare l’incomprensibile risentimento diffusosi in tutto il villaggio, le circostanze della misteriosa morte di un certo Shafto French ritrovato sul fondo della sua nuova dimora, sono l’eloquente segno di una definitiva brutta accoglienza. Il possidente delle terre locali è Mr. Edward Austen, il suo eccellente fratello, e Jane giunta lì avrebbe soltanto voluto concedersi la possibilità di ricominciare, per non proseguire nel pensare di non poter più nutrire alcuna speranza dopo la scomparsa di Lord Harold Trowbridge: «Promettetemi… che scriverete… Eroina. Cos’è mai la scrittura in confronto alla vita, Vostra Signoria? Tutto ciò che abbiamo. Sciocca, Jane…» – un istante prima di morire Sua Signoria pronuncia queste parole, Jane in seguito sarà costretta a soffrire in silenzio, per non essere stata dichiaratamente la sua amata. Quel desiderio sussurrato in punto di morte da Lord Harold è un fardello in più che l’accompagna al suo arrivo in Hampshire, e nonostante i problemi del momento, allorché inaspettatamente il testamento del suo amante le giunge tramite un anziano gentiluomo, Mr. Chizzlewit, che le consegna un baule di diari, carte e documenti con la richiesta di tradurre in un’opera – Le memorie di un Furfante Gentiluomo – le pericolose verità confessate in quelle pagine, per Miss Jane Austen arriva il momento di indagare. È un caldo martedì del luglio 1809…
Scorrevole e avvincente, Jane e l’eredità di Sua Signoria non delude le attese. Questa volta Stephanie Barron risveglia la curiosità dei lettori de «Le indagini di Jane Austen» lasciando arrovellare Miss Jane sul movente di uno strano omicidio e parimenti sul tesoro lasciatale da Lord Harold Trowbridge, uno dei più notevoli funzionari di Sua Maestà. Coincidenza o disegno? Una disposizione, l’eredità, in verità particolarmente contestata: l’uomo che amato con tutta l’anima, infatti, le ha consegnato un’intera esistenza di vicende pericolose e intricate. Fatti che per molti non dovrebbero assurgere a maggiore notorietà. Il Furfante, però, adesso sta chiedendo una operazione di verità – su larga scala, vedremo – e non esiste, opportunamente, nessuna persona «la cui penna sia altrettanto adatta a istruire una moltitudine di ammiratori». Tant’è vero che l’ottavo volume della lunga fortunata serie tesserà l’elogio dell’ammaliante perspicacia della sua protagonista. L’indagine, infine, sarà in special modo accurata. Sarebbe bizzarro il contrario… l’autrice, sappiatelo, è stata nelle file della CIA!

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